Japanese Breakfast – Soft Sounds From Another Planet

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

C’è chi è convinto che il futuro della nostra umanità sia lontano dal pianeta terra.

Elon Musk, che viene da molti venerato per la sua visione del futuro, ha già messo in atto un piano per colonizzare Marte, e non esclude che il genere umano sia in realtà parte di una grande simulazione.

Ad ogni modo, nemmeno Elon Musk è a conoscenza della dolcezza dei suoni planetari, quelli che esplodono nelle note soffici di Boyish (penso subito a quel capolavoro di film che è Boyhood), che sembrano uscite da un film degli anni 60. Un piano sequenza che accompagna, ora, un auto familiare nelle strade di un villaggio rigoglioso di case color pastello, donne con abiti bianchi a pois rossi ed acconciature inverosimilmente curve e simmetriche.

La fortuna del progetto Japanese Breakfast sta nel fatto che il risultato finale è sempre maggiore della somma delle parti. Lo sa bene Michelle Zauner, quando sfoglia le pagine del suo repertorio musicale e le affianca a quelle di quello umorale: dagli anni 60 agli anni 90 il passo è breve mentre attraversi 12 steps.

Quello che appariva in effetti come un suono noise e ovattato, si trasforma adesso in puro e semplice. Un’eccezione è il singolo Machinist, ancora legato al suono delle canzoni del precedente Psychopomp (The Woman That Loves You), mentre Till Death é una ninna nanna che sembra uscita dalle pagine delicate di Mellon Collie and the Infinite Sadness, quelle scritte da James Iha in Take Me Down.

Le note della title track sono invece onde lunghe, lente, a cadenza ritmata, scandite da interruzioni più aggressive ma controllate. Il commento più facile sarebbe di definirla “prova di maturità”: Michelle ha imparato ad usare meglio gli elementi che ha a disposizione.

Preferisco lasciare una porta aperta alla mia immaginazione, al fatto che sia tutto il risultato di un disegno più grande, di un futuro già previsto, di una grande simulazione. Segni e suoni dolci, che provengono da una nuova galassia.

Your shape in the dark
Out of state, licensed to me
Public pool, Miller moon
Don’t turn away, I’m still awake

 

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