Snail Mail – Lush

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

In questo caldo appiccicoso di inizio Luglio, fatico a ritrovarmi.

Le notizie si intersecano e non riesco a definirne il senso. Nel giro di cinque minuti: profonde preoccupazioni e ansie, poi nuove prospettive. Quando ho visto uscire la data di Bologna degli Smashing Pumpkins, ho perso la testa. Tornare a Bologna 18 anni dopo, quando ero un ragazzino del liceo che iniziava ad amare il rock alternativo.

Ricordo ancora la faccia del tipo che a Firenze diceva: “Smasci Panchi? Fooooorte!”Nell’aura di anni ’90, ritrovo un senso a molte cose. Anche alle band che ultimamente rispolverano molti dei suoni tipici di quegli anni. Non a caso ho adorato Japanese Breakfast e Phoebe Bridgers l’anno scorso, quest’anno Snail Mail, di cui, non per vantarci (e invece sì…) per primi vi avevamo già parlato due anni fa.

Nelle corse sul lungomare di fine giornata, quelle che mi fanno passare davanti a Bricoleurs de douceurs – per giustificare i miei sforzi,  mi faccio accompagnare da pezzi come Pristine e Let’s Find Out, oppure Heat Wave, quella che ci ha sommersi in questi giorni (al lavoro non funziona l’aria condizionata!). Sono pezzi che con quei suoni un po’ gracchianti, rimandano immediatamente a quel decennio in cui scoprii la libertà.

La linea guida dell’album è data dalla pene d’amore della nostra Lindsey Jordan, che per chi non lo sapesse è ancora una teen che deve chiedere permessi al preside, per poter prendere qualche giorno di pausa e suonare in giro per il suolo statunitense. Sono canzoni che passano facilmente lasciando sempre la voglia di riprendere da capo, di pigiare su repeat. Una successione di brani che portano con sé un ventaglio di emozioni, ricordi, pensieri che non aiutano certo il mio stato d’animo, ma aiutano ad analizzarlo.

In questi gironi ho comprato i biglietti per Bologna, il 18 Ottobre sarò davanti al palco a rivedere i miei idoli d’adolescente (“Ah, ecco Wop, grande fan degli Smashing Pumpkins”). Questa volta non chiederò più il permesso a mio babbo per andare, ma solo per partire. Mi faro accompagnare dagli amici con cui condivisi la prima esperienza, perché nella vita tutto è ciclico, e prima o poi torniamo a rivivere le solite emozioni ad un altro livello.

Tieni duro Lindsay, le pene d’amore non finiscono qui, ma tu sarai più forte, più grande e, per noi, più esperta a tradurle in musica, dandoci ancora più voglia di vedere dove ci porterai la prossima volta.

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