TRISTE © #Marsiglia – Top 10 2017

Avete presente quelle scarpe che avete comprato per il matrimonio del vostro amico, o la giacca acquistata per quella serata particolare? E che dire dei mocassini per quell’occasione mondana? Ho speso soldi e tempo, a volte inutilmente, per essere all’altezza di certe situazioni. O per crederlo. Non me ne rammarico, anche la più infima delle esperienze, ci porta qualche sensazione: sentirsi vivi è l’unica cosa che conta.

Questo 2017 costellato di matrimoni ed esperienze mondane, mi ha, in qualche modo, riportato ad amare le cose importanti, quelle che partono dalle radici della nostra esperienza e fioriscono nella nostra quotidianità. Ho deciso quindi di fare una lista dei dieci album che ho ascoltato ed apprezzato di più, a prescindere da quelli che “devono” apparire nelle liste di fine anno.

Il mio disco dell’anno – lo sto ascoltando adesso – è, per me, di una potenza esistenziale straordinaria. Un’opera forse pesante come un film di Bergman, ma al tempo stesso, risolutrice e disarmante.

Buona lettura:

10. Vagabon – Infinite Worlds Laetitita Tamko è una vagabonda che del suo errare ha fatto virtù. Il disco è complesso ed offre attimi unici. Difficile da classificare ed unanimamente illuminato dalla voce di Laetitia. Per me, uno dei grandi sottovalutati di quest’anno, ma un capolavoro.

9. Florist – If Blue Could Be Happiness Un disco meraviglioso, pacato, sensibile e straordinariamente scritto. Come un Barolo, ha un equilibrio perfetto e si gusta al meglio in momenti speciali.

8. Sampha – Process  Un ragazzo cresciuto a Morden, sud di Londra, che riesce a canalizzare le tensioni di questi quartieri verso un filtro al centro del suo cuore ed a trasformarli in materia rara, unica e raffinata. (No One Knows Me) Like The Piano fra le 5 migliori canzoni del 2017.

7. Aldous Harding – Party La progressione prepotente di questa artista nell’olimpo dei grandi è evidente. Ogni suo brano è un regalo verso gli animi senzienti. Party finirà sicuramente nelle top 10 di moltissimi quest’anno.

6. The XX – I See You Un album che, secondo me, molti hanno creduto appartenere al 2016 è in realtà il rpimo grande regalo al 2017 – anno di grandissimi dischi. Gli XX sono rpbabilemten la band più contemporanea che esiste sulla scena pop. Unici, ma limitatissimi, riportano a livelli altissimi la loro musica e ci regalano brani come I Dare You, On Hold, A Violent Noise, Say Something Loving, Dangerous.

5. Japanese Breakfast – Sof Sounds From Another Planet Devo essere sincero, non avrei mai pensato di mettere questo disco nei migliori 5 dell’anno. SSFAP è un disco splendido, in cui sonorità anni 90 sono mescolate a suoni futuristici. La scrittura di Michelle Zauner è matura, personale ed intensa. Boyish, Till Death e This House sono puri capolavori.

4. Big Thief – Capacity Se non figura nella top 3 è solo perchè non sapevo come spodestare gli altri tre dischi dal podio. Ascolti una canzone come Mary e ti chiedi cosa mai potresti aver di più da una band. Would you love me like you loved me in the January rain? Capacity è l’Aspettando Godot delle nostre emozioni: punta verso una direzione che non raggiungerà mai. Un magnifico viaggio dentro arte, musica e parole verso il caos psicologico che definisce la natura instabile di Adrianne Lenker.

3. Mount Eerie – A Crow Looked At Me Questo disco, un giorno, verrà usato come riferimento da una schiera di artisti, uniti dallo scopo di riebalorare un nuovo concetto di lutto. Come Casimir Pulaski Day di Sufjan Stevens, come Electro-Shock Blues di EELS, Phil Elverum lotto contro i demoni che distruggono la sua vita per darci una speranza: è un sacrificio per l’umanità.

2. The National – Sleep Well Beast Matt Berninger, è per me, come il Dana. Un analizzatore ed interprete della realtà quotidiana. Una guida ed un riferimento. The National sono senza dubbio la migliore band attuale e The System Only Dreams In Total Darkness, la migliore canzone del 2017. Un po’ Kick Out The Jams che filtrata attraverso Smells Like Thin Spirits diventa un inno all’implosione ed alla realizzazione che siamo in una delle ere più nera della storia. Why are you hiding it from me? 

1. Moses Sumney – Aromanticism La grazia di una danza senza tempo. L’intensità della prima visita alla Royal Albert Hall. Moses Sumney ha cercato di dare libero sfogo a ciò che definisce la sua anima. Canzoni come Doomed sono senza là a dimostrare che il fine ultimo di un’artista divrebbe essere quello di dare libero sfogo alle proprie emozioni. Anche a proprio scapito. 35 minuti di pura poesia che ci teletrasportano in un mondo alternativo: soul, intenso ed avventuroso.

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