Kali Uchis – Isolation

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

Nel pieno dei miei 4 anni spesi a studiare le neuroscienze (in particolare la psicofisica della percezione visiva), ho avuto la fortuna di passare un po’ di tempo in giro per il mondo a presentare le mie ricerche.

In particolare, ricordo con piacere le due volte in cui passai del tempo in Florida, nella più importante conferenza del settore a Naples (VSS), dove non esistono pizzerie decenti e tutto è progettato per permettere alla gente di utilizzare il servizio “Drive”: la farmacia drive, Wendy’s drive, bancomat (ATM) drive, Walmart drive.

Cercherò i servizi igienici drive la prossima volta.  Continua a leggere

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Hovvdy – Cranberry

Giacomo Mazzilli di TRISTE©.

Stamani su Marsiglia c’era una nube fantozziana. Mi ha sorpreso mentre mi incamminavo verso l’auto e vi assicuro che non è stato il migliore dei risvegli. Soprattutto dato che è Lunedì mattina.

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Anna Burch – Quit The Curse

Giacomo Mazzilli per TRISTE©.

In questi giorni di freddo e sole, le contraddizioni si sprecano.

Infatti, non riesco a capire quali siano le ragioni di pubblicare la metà di un album in anteprima per poi svelare la totalità dell’album qualche settimana dopo.

Sono sicuramente ragioni di marketing, per me oscure, che mi definiscono un outlier, statisticamente parlando. Continua a leggere

Dream Wife – Dream Wife

Giacomo Mazzilli di TRISTE©.

Ho davanti a me una donna sulla cinquantina. Capelli ricci, taglio corto. Una di quelle Parigine che non riescono ad aprire la bocca per parlare. Una di quelle persone a cui bisogna estirpare i suoni dalle corde vocali. Mi accorgo di essere italiano per la vita.

Mentre mi descrive le necessità della sua passione – credo sia la decorazione d’interni, penso ad un pomeriggio di inizio maggio. Avevo la tuta dell’adidas bicolore, una passione per Laura e uno scooter da guidare. Insomma, le necessità di un adolescente completamente osservate. Soplanala. Continua a leggere

Shame – Songs of Praise

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

C’è una sorta di fiume sotterraneo nella cultura londinese, non sono certo io a scoprirlo, ma solo a renderne omaggio.

Penso subito a Bess, la mia ex coinquilina, stava con Johnny – fan dell’Everton e chef a Wagamama. Un ragazzo semplice e dalla faccia d’angelo, al contrario di Bess che con quelle guance paffute e l’accento di Sloane Square, faceva pensare che la sapesse lunga. Continua a leggere