Le firme di TRISTE©: il 2022 di Peppe Trotta

Peppe Trotta per TRISTE©

Nuova fine anno e nuovo elenco di ciò che tra i tanti ascolti mi ha maggiormente affascinato, convinto, stimolato. Si tratta come sempre di un insieme di dischi eterogeneo per genere e diffusione e soprattutto di una lista tutt’altro che definitiva vista la mole di album sfuggiti o semplicemente ancora non debitamente sviscerati. Ma siamo a dicembre e tocca provare a riepilogare.

Come sempre l’ambito da me principalmente battuto è quello delle cosiddette musiche altre e senza ombra di dubbio il lavoro che maggiormente mi ha incantato, malgrado si tratti della riduzione di un’opera multisensoriale, è stato Tissues di Pan Daijing. Rimanendo nel campo della ricerca sonora  mi hanno colpito in modo particolare Image Langage di Felicia Atkinson, l’ottimo Living Torch di Kali Malone, See-Through di Patricia Wolf e in ambito nostrano il delicato Body Maps concepito e diretto da Barbara De Dominicis, Spiralis Aurea di Stefano Pilia e il vorticoso Deleuze Deluxe Doll dei gFFr. Menzione speciale va ai lavori d’esordio di Federico Madeddu Giuntoli (The Text and the Form) e di Flavia Massimo (Glitch).

Il cantautorato più intenso quest’anno è stato interamente appannaggio delle donne, tra i cui dischi svettano l’incantevole And In The Darkness, Hearts Aglow di Weyes Blood, il toccante For You Who Are The Wronged di Kathryn Joseph e l’ammaliante De todas las flores di Natalia Lafourcade. Ugualmente ribadiscono e consolidano il loro talento cristallino sia Aldous Harding (Warm Chris) che Sharon Van Etten (We’ve Been Going About This All Wrong). Sempre dall’impronta femminile dominante è l’ambizioso Dragon New Warm Mountain I Believe In You dei Big Thief di Adrianne Lenker, mentre di segno decisamente opposto è il bel ritorno di Micah P. Hinson (I Lie To You).

A metà strada tra questi due universi sonori si situano altri due dischi che ho molto apprezzato e mi riferisco alla brillante collaborazione tra Bruno Bavota e Chantal Acda (A Closer Distance) e alla spigolosa quanto straniante formula ideata da Kee Avil per il suo Crease.

C’è poi l’ottimo alt-rock/post-punk del duo King Hannah (I’m Not Sorry, I Was Just Being Me) – uno dei migliori esordi dell’anno – e la conferma dei Fontaines D.C. (Skinty Fia). In chiusura vorrei annotare gli itinerari elettronici plasmati da Loraine James (Building Something Beautiful For Me), Gold Panda (The Work), Caterina Barbieri (Spirit Exit) e Rival Consoles (Now Is), nonché le prove convincenti in chiave hip-hop di Stromae (Multitude) e Lomepal (Mauvais ordre).

Tracklist

Big Thief – Change

King Hannah – Go​-​Kart Kid (HELL NO​!​)

Sharon Van Etten – Anything


Micah P Hinson – What Does It Matter Now?


Weyes Blood – God Turn Me Into A Flower

Natalia Lafourcade – Vine Solita

Stromae – Santé

Bruno Bavota & Chantal Acda – Slowmotion

Kathryn Joseph – Until The Truth Of You

Aldous Harding – Staring At The Henry Moore

Fontaines D. C. – Jackie Down The Line

Lomepal – 50°

Kee Avil – See, My Shadow

Barbara De Dominicis – Heart Unbeaten

Felicia Atkinson – The Lake is Speaking

Patricia Wolf – Woodland Encounter

Federico Madeddu Giuntoli – Text and the Form (feat. Moskitoo)

Gold Panda – The Dream

Loraine James – Maybe If I (Stay On It)

Caterina Barbieri – Broken Melody

Rival Consoles – World Turns

gFFr – Analogue Pop

Flavia Massimo – Chromosome XX 

Stefano Pilia – CODEXIII(+)

Pan Daijing – A Found Lament

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