Easy Life – Life’s A Beach

Francesco Giordani per TRISTE©

Sono giorni confusi e la musica certo non mi aiuta ad essere lineare come vorrei. I giorni mi si aggrovigliano irrimediabilmente, scivolando dalle dita che pure cercano di scioglierne tutti i nodi e le doppie o triple punte.

Mi ritrovo a vagabondare come un’anima in pena di disco in disco, prigioniero dell’algoritmo volubile della mia mente capricciosa, tra inevitabili “ricaccioni” (Ultra Mono degli Idles, che mi si conferma a distanza di mesi album avarissimo di colpi di scena, al contrario del formidabile Welfare Jazz), classici irrinunciabili (Loveless, la Deluxe di Back to Black nell’imminente decennale della morte di Amy, l’omonimo dei Suicide che è sempre un ottimo ansiolitico serale soprattutto se diluito in un amaro benedettino), vecchi leoni poco impagliati (Paul Weller o il grandissimo Momus) e abbaglianti quanto consolanti scoperte.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 28: Cheval Sombre

Cheval Sombre (credit: Joakim Bengtsson)

New York singer/songwriter Chris Porpora, aka Cheval Sombre emerged in the mid-2000s with his love for ’60s psychedelia, hypnotic space rock and folk balladry. Working closely with Spacemen 3’s Sonic Boom as well as Luna’s Dean Wareham, Cheval Sombre gained a cult following with his eponymous 2009 debut and 2012 follow-up, Mad Love. Since then he realized a record of outlaw country standards with Dan Wareham and now, 9 years after his second solo record, Cheval Sombre releases not one but two records: Time Waits For No One and Days Go By, both on the great label Sonic Cathedral.

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My Home, Sinking – Let It Fall

Peppe Trotta per TRISTE©

Flessibilità. L’ho sempre trovata una caratteristica lodevole, un’attitudine propria delle persone determinate, capaci di adattarsi rapidamente alle situazioni contingenti riuscendo ad imporre la loro personalità. Basti pensare a coloro che si ritrovano improvvisamente per una ragione qualsiasi a dover reinventare la propria vita, ma anche più banalmente a chi all’interno di una qualsiasi compagine riesce a rivestire più ruoli in modo appropriato. Anche nel modo della musica l’essere flessibile, il saper ricorrere a mezzi e linguaggi differenti è spesso un pregio soprattutto quando, come nel caso di Enrico Coniglio, ci si riesce a muovere, con cognizione di causa, trasversalmente tra istanze eterogenee.

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Marina Allen – Candlepower

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Mi interrogo da tempo sull’attuale utilità della scrittura musicale (definirla critica, da parte mia, sarebbe presuntuoso e fuori luogo).
Esiste ancora qualcuno a cui interessa leggere riflessioni personali e approfondimenti su un album? Esiste ancora un gruppo (anche ristretto) di persone che ascolta la musica con passione ed è interessata a conoscere un’opera in maniera estesa, a apprezzarne e coglierne le sfumature? Ha ancora senso parlare di musica? E come si dovrebbe parlarne?

Nonostante i pessimi riscontri (numeri bassissimi di visualizzazioni sui social e in rete, riviste che scompaiono, radio che chiudono, praticamente nessuna alternativa moderna, come i podcast), mi ostino a credere che, pur con la consapevolezza che quando si scrive e si parla di musica ci si rivolge a un pubblico esiguo e sempre più sparuto, tutto sommato, segnalare nuove uscite degne di nota, condividere le proprie sensazioni, fornire una chiave di lettura, dare anche solo spunti per un approfondimento, sia ancora cosa bona e giusta, anche in un momento di ricambio generazionale, di attenzione minima verso la musica più di nicchia e di spiccata progressiva perdita della capacità di concentrazione in ogni ambito.

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IOSONOUNCANE – IRA

Emanuele Chiti per TRISTE©

La pianificazione dei trasporti è un aspetto del mondo che ci circonda che moltissimi di noi trascurano. Siamo circondati di cose che non ci rendiamo conto di quanto siano importanti ma, anche giustamente, ignoriamo del tutto o alla meglio non ce ne curiamo. O ci lavori e stai dentro in pieno ad un determinato argomento oppure devi essere davvero curioso del “come funzionano le cose”.

Perché questo preambolo? Non si parlava di musica qui?
Perché proprio leggendo in giro (che per i nostri tempi frenetici si traduce: da Wikipedia in su) di pianificazione dei trasporti e di quanto impattano sulla nostra vita e le relative ansie, perdite economiche, impossibilità di fare le cose, ho ragionato sul Valore del Tempo. Il VOT (Value Of Time) è una grandezza proprio usata nella pianificazione dei trasporti ed indica il valore monetario associato al tempo impiegato per muoversi.

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