Dana Gavanski – When It Comes

Francesco Amoroso per TRISTE©

Lisa have you noticed me?
I am of the waves
I watch you roam the streets
a frown sketched on your face
chasing after days that melt behind

Mi capita, a volte, nel tentativo (fallito in partenza) di raccontare, su queste pagine virtuali o su quelle fisiche di Rockerilla, di tutti gli artisti e gli album che più mi colpiscono e mi emozionano, di sentirmi sopraffatto. Sopraffatto dalla messe di uscite, dal tempo che manca per scrivere qualcosa di decente e coerente, dall’impossibilità di fermarmi, prendere fiato e approfondire, di fare davvero mio un disco. Mi perdo tante cose per strada. Ascolto troppe uscite e non riesco a volte a concentrarmi a dovere su quelle che mi trasmettono davvero qualcosa.
Mi sento sopraffatto dalla fretta e dai ritmi frenetici quando l’ascolto approfondito è un’attività che, al contrario, richiederebbe pazienza, concentrazione, introspezione.
E così mi capita che ciò che conta mi sfugga di mano, scivoli in un angolo recondito della memoria, si perda nei meandri dei miei ascolti, affrettati e urgenti. Ascolti che necessiterebbero un passo rallentato, un’assimilazione graduale e attenta. Finisco per ascoltare musica nello stesso modo in cui giro a Roma per lavoro: di fretta, con lo sguardo basso e le bellezze della città che mi scorrono davanti, inavvertite.

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Michael Head & The Red Elastic Band – Dear Scott

Francesco Amoroso per TRISTE©

Se tutti quelli che oggi dicono di aver da sempre ammirato il talento di Michael Head avessero, all’epoca, acquistato gli album che il songwriter di Liverpool ha sfornato con The Pale Fountains, Shack e The Strands (ma anche solo, più recentemente, il precedente lavoro con The Red Elastic Band del 2017), probabilmente il buon Michael, uno che nella sua vita ne ha viste di tutti i colori e ha attraversato tempeste che sarebbero riuscite a spezzare chiunque, adesso si starebbe godendo i frutti del suo lavoro in una qualche isola tropicale (magari di proprietà) e guarderebbe dall’alto in basso quasi tutte le popstar di cartone che, invece, tra gli anni ottanta e novanta, i soldi veri li hanno fatti.
E, invece, Mick -come viene affettuosamente chiamato- e la sua musica sono stati sempre appannaggio di pochi fortunati e, anche se adesso va di moda affermare di aver sempre amato le sue canzoni di pop psichedelico malinconiche e vitali, per anni -ad eccezione, forse, di un breve periodo con gli Shack- la sua notorietà era relegata tra pochi appassionati e maniaci del pop indipendente inglese.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 73: Chris Brain

Chris Brain

Chris Brain is a folk singer & songwriter, based in Leeds, Yorkshire and he is the founder of Hyde Park Folk Club. Brain renders songs embedded in folk tradition and the pastoral, with a contemporary resonance. Drawing inspiration from the outdoors and song writers such as John Martyn, Nick Drake and Joni Mitchell, Chris explores distinctive fingerpicking patterns and alternate tunings in his sound. Recorded straight onto analog tape, his debut album Bound To Rise consists of ten live performances that offer an enthralling meditation on nature, with glimpses of the confessional.
Recorded at The Nave in Leeds with producer Tom Orrell, the album captures the shoulder-to-shoulder warmth of a live setting. Glancing off The Nave’s eaved ceilings, each track arrives in an alternate tuning and uses distinctive fingerpicking patterns that place Bound To Rise on the shelf right next to the likes of Pink Moon and London Conversation.

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Olivier Rocabois – The Pleasure Is Goldmine

Francesco Amoroso per TRISTE©

Tirando le somme dell’anno trascorso, a fine 2021 mi chiedevo se la circostanza che apprezzassi sempre di più il pop barocco stesse a significare che stavo invecchiando o (che poi è un po’ la stessa cosa) semplicemente che stavo maturando.
A distanza di sei mesi non credo di aver trovato una risposta a questo quesito francamente piuttosto ozioso, ma, almeno, posso confermare che il pop barocco esercita su di me sempre maggior fascino.
Me ne rendo conto soprattutto da quando, qualche tempo fa, ho cominciato a sentire in maniera assidua, quasi compulsiva, The Pleasure Is Goldmine il nuovo e.p. del musicista bretone Olivier Rocabois il quale, dopo aver sfornato lo scorso anno il suggestivo e ambizioso Olivier Rocabois Goes Too Far, -un album che meriterebbe una più ampia diffusione- e avermi regalato un meraviglioso Triste© Mixtape, ha ben pensato di battere il ferro finché è caldo e non attendere di completare un altro album, incidendo un e.p. con tre brani nuovi di zecca, una rivisitazione di una delle canzoni più incisive dell’esordio e un breve interludio.

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Mustek – Summer Of Blood (Video Premiere)

The Project:

Mustek are a duo from Reggio Emilia (Paolo Bardelli, vocals and synths / Fabrizio Ascari, guitars, bass and programming) who would like to be a bridge between analogue and digital. They have four EPs to their credit that are a snapshot of their different periods: if in the first demo “L’Ora Inquieta” (2005) they frequented the spaces of an electronic-acoustic pop seasoned with trip-hop tinges, in “Dove Ci Siamo Incontrati” (2011) they moved on to a ‘handcrafted’ electro-pop and with “Notturno” (2015) towards more algid and cold territories, while with “Nuvole” (2020) they visited urban and psychedelic places.

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