Ravagers – Badlands

Tiziano Casola per TRISTE©

Che esistano questi Ravagers lo scopro per caso tramite un post sponsorizzato.
D’istinto sento puzza di un certo garage punk nordico anni duemila ed ecco che i signori hanno tutta la mia attenzione.
Successivamente leggo su Google che la band viene da Baltimora, che ci suona qualcuno dei Biters (band glam newyorkdollica di cui ricordavo questa meraviglia), dunque niente Svezia o Norvegia, ma non fa niente, perché il senso è lo stesso.

Continua a leggere

Fontaines D.C. – Skinty Fia

Francesco Giordani e Francesco Amoroso per TRISTE©

Francesco A. Ricordo nitidamente che, nell’aprile del 2019, mi chiedesti di recuperare il promo dell’album d’esordio degli irlandesi Fontaines D.C., band già piuttosto chiacchierata e i cui primi singoli ti sembravano interessanti. Naturalmente ero anche io interessato (figuriamoci se una band con le radici e i riferimenti musicali e la provenienza dei Fontaines D.C. potesse sfuggirci…) e immediatamente ti inviai il promo di Dogrel.
Dopo qualche tempo, seduti fianco a fianco al concerto di Daniel Blumberg, mi confessasti, con il tuo solito tono serio e confidenziale, che il disco ti aveva conquistato piano piano, dopo le prime perplessità. Lo stesso era accaduto a me e te lo dissi francamente. Concordammo (è raro che non succeda su queste sonorità) che i Fontaines D.C. erano una band decisamente promettente e come Dogrel, in nuce (termine che probabilmente utilizzasti tu, visto il tuo eloquio sempre così forbito), contenesse i germi di un grande futuro, se solo la band fosse riuscita a scrollarsi di dosso gli inevitabili paragoni.
Poi è arrivato, poco più di un anno dopo, A Hero’s Death.

Continua a leggere

Seabear – In Another Life

Peppe Trotta per TRISTE©

Metti una sera a cena un gruppo di amici di vecchia data che faceva musica insieme oltre un decennio fa.
Chiacchierando si torna inevitabilmente al passato in comune e ci si chiede come sarebbe suonare insieme oggi.
Ecco all’improvviso l’idea di riprendere da dove tutto si era interrotto e ripartire alla luce delle diverse esperienze accumulate.
Nasce così il terzo album dei Seabear dopo uno iato di ben dodici anni che ha visto ciascuno dei componenti del collettivo islandese attivo nelle rispettive carriere soliste o in altri progetti condivisi.

Continua a leggere

Alabaster DePlume – Gold

Alberta Aureli per TRISTE©

Mi arriva in soccorso in questa prima metà di aprile il misterioso balsamo di cura e di empatia contenuto in Gold – il secondo disco di Alabaster DePlume per la International Anthem di Chicago (uscito in Europa per Lost Map) – arriva in una scatola magica come il genio della lampada e si consegna alle nostre anime affaticate dal lungo inverno e dal cielo grigio che tarda a rischiarare.
Poco più di un’ora di poesia e improvvisazione che ricordano l’amor proprio, I remember my ex’s email address, But I forget I’m precious, e suggeriscono di affrontare la paura senza nasconderla, la vergogna senza il giudizio, fino a sentirsi fragili, sensibili e creativi.

Continua a leggere

Elvis Costello – The Boy Named If

Francesco Amoroso per TRISTE©

Uno dei miei primissimi ricordi di musica “altra” ha a che vedere con un paio di videoclip (così si chiamavano all’epoca), probabilmente trasmessi su Videomusic nell’inverno del 1984 o all’inizio del 1985, il cui protagonista era un tipo buffo, con occhiali smisurati e un aspetto decisamente lontano da quello delle popstar del momento (c’erano i Duran Duran, gli Spandau Ballet, gli Wham, tutti belloni di cui le ragazzine erano innamorate).
Le canzoni mi erano sembrate secondarie, in quel momento, come una specie di contorno alle gag travolgenti del cantante occhialuto, un commento sonoro che mi pareva, allora, divertente ma trascurabile.

Continua a leggere