Studio Electrophonique – Happier Things EP

Francesco Amoroso per TRISTE©

Fili neri di pioppi – fili neri di nubi/ sul cielo rosso –
e questa prima erba/ libera dalla neve/ chiara/
che fa pensare alla primavera/ e guardare/
se ad una svolta/ nascono le primule –
Ma il ghiaccio inazzurra i sentieri –
la nebbia addormenta i fossati –
un lento pallore devasta/ i colori del cielo –

Scende la notte – nessun fiore è nato –
è inverno – anima – è inverno.

(A. Pozzi, 1932)

Le canzoni e gli album che le contengono hanno una vita propria.
Appena vengono rilasciati nel mondo non appartengono più ai loro artefici ma diventano patrimonio di tutti e ognuno è libero di fare di loro ciò che vuole, di riempirli di significato, di usarli a proprio piacimento, di interpretarli come ritiene opportuno.
A volte una canzone o un disco vivono più vite anche per lo stesso ascoltatore. A volte accompagnano momenti significativi dell’esistenza e a volte sono essi stessi i momenti significativi di una vita.
Capita addirittura che, spontaneamente e apparentemente senza un reale motivo, riescano a sprigionare tutti i loro sentori, il loro senso, solo quando s’incontrano con altre forme d’arte, con le quali a prima vista possono anche non spartire nulla.

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Jake Xerxes Fussell – Good and Green Again

Peppe Trotta per TRISTE©

Scavare nel passato, riattualizzarne le testimonianze per avere una visione più chiara del presente. Condotto con questo spirito, il recupero e l’analisi delle radici storiche, in qualsiasi campo venga attuato, è un’operazione importante e vitale dalla quale possono scaturire esiti brillanti.
Un’esemplare testimonianza in tal senso arriva dal quarto, convincente lavoro discografico pubblicato da Jake Xerxes Fussell.

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Francesco Bianconi – Accade

Tiziano Casola per TRISTE©

“Lo fanno anche Bobo Rondelli e Bianconi,
che son così bravi da offendermi”

cantava Federico Fiumani, evidentemente accortosi, anni fa, del discepolato spirituale da sempre portato avanti nei suoi confronti da Francesco Bianconi e i suoi Baustelle. Perché questi ultimi, si sa, quando non giocano ai Pulp italiani, giocano ai Diaframma intonati (a scanso di equivoci: per chi scrive non esiste intento più nobile, sia chiaro!).

C’è d’altronde un filo rosso che unisce Diaframma, Pulp e Baustelle. Un filo che va dalla rivincita dei provinciali sui milanesi, alle frecciatine – per me sempre graditissime – ad un certo universo artistoide bourgeois.

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Los Bitchos – Let The Festivities Begin!

Francesco Giordani per TRISTE©

È notizia di pochissimi giorni fa l’improvvisa defezione del cantane e chitarrista Isaac Woods dalla band Black Country, New Road, a nuovo album praticamente appena uscito. La cosa dispiace doppiamente visto che Ants From Up There è un lavoro a tratti strabiliante, di quelli che ci accompagneranno per tutto l’anno e forse anche oltre.

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Mitski – Laurel Hell

Francesco Giordani per TRISTE©

“Let me watch those mountains from underneath
And maybe they’ll finally float off of me”
Valentine, Texas

Come più o meno ogni anno ho seguito il festival di Sanremo, un po’ per una sorta di (sadico, lo ammetto…) interesse etnografico per la manifestazione, un po’ perché «Homo sum, humani nihil a me alienum puto», come cantò Terenzio in un’opera non per nulla intitolata Il punitore di sé stesso (come a dire: ben ti sta!). Più di un po’ anche perché, in fin dei conti, la canzone, ovvero quella cosa che la Treccani tanto genialmente quanto semplicemente definisce “breve componimento lirico destinato a essere cantato con accompagnamento musicale”, costituisce da venticinque anni esatti una delle mie manie predilette.

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