Tyler The Creator – Igor

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Carlotta Corsi per TRISTE©

Parlavo qualche giorno fa con alcuni amici del concetto di maschera pirandelliana e di come le persone al giorno d’oggi si sentano obbligate verso la scelta di una costruzione dell’identità pubblica, perché accomodante e rassicurante in un qualche modo, nascondendo quelle che sono le nostre insicurezze più profonde e inconsce. E’ chiaramente un argomento spinoso, talvolta scomodo, sicuramente ci riguarda un po’ tutti e il più delle volte ci sentiamo parte in causa quando se ne parla: al lavoro, con parenti e amici, nelle relazioni interpersonali più in generale, indossiamo spesso delle maschere. Negli ultimi anni la musica ne ha seguito un po’ la falsariga, evolvendosi  in questo aspetto e portando certe realtà discografiche a creare contesti floridi per artisti che hanno preferito impersonare un’icona e cavalcare, nello specifico, il flow di matrice afroamericana. I più impavidi potrebbero urlare allo “scimmiottamento” di un genere che è nato invece dall’esigenza di esprimere un’identità personale e volutamente diversificata rispetto al contesto commerciale.
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Hayden Thorpe – Diviner

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Francesco Giordani per TRISTE©

Il 16 agosto del 2014 mi trovavo, quasi per caso, allo Sziget Festival, in quello che il mio compagno di viaggio di allora aveva prontamente (quanto genialmente) ribattezzato un “inferno approssimativo”. Gli effluvi chimico-psichedelici aleggianti nell’aria, potenziati all’ennesima dal convulso traspirare dei corpi compressi nel buio attorno a me e da una già montante stanchezza taglia-ginocchia, mi trascinavano in una danza ipnotica, che oggi non saprei ripetere né tantomeno descrivere a parole ma che la musica dei Wild Beasts, così psichica, così segretamente mistica, in qualche modo alimentava, come muovendomi dall’interno.

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Epic45 – Sun Memory

Sun Memory

Francesco Amoroso per TRISTE©

Da bambino, d’estate, mi sdraiavo sul prato di casa dei miei zii e fissavo il sole per tutto il tempo che potevo. Poi serravo le palpebre e, nel buio improvviso, vedevo un disco brillante che passava dal rosso all’arancione, per poi sbiadire lentamente  verso il bianco. A quel punto premevo delicatamente le mani sulle palpebre e cominciavo a vedere bizzarri giochi di luce (pensavo volesse dire questo “vedere le stelle”), riaprivo gli occhi e ricominciavo.

Non ricordo adulti in giro. Niente musica. Solo il brusio delle voci lontane dei bagnanti che mi giungevano attutite dalla spiaggia che si stendeva ai piedi della scarpata, il ronzio di qualche insetto (che volava abbastanza distante da non allarmarmi troppo), lo sporadico abbaiare del piccolo cane dei vicini lasciato libero nel giardino adiacente.

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Mourning [A] BLKstar – Reckoning

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Carlotta Corsi per TRISTE©

Ho venticinque anni, sono donna e vivo in una società prettamente di stampo patriarcale. Questa è la sfida che affronto ogni giorno e che cerco di affrontare, semplicemente portando i miei sogni e desideri a compimento e tenendo i denti stretti di fronte ai divieti di forma e di genere. L’atto di scrivere, esprimermi liberamente circa un album, è uno dei tanti gesti quotidiani che faccio per affermare, a me stessa, che il cambiamento deve essere naturale, proprio come lo è il gesto di pensare e di sviluppare una critica perché, dopo tutto, un cervello ‘o teng pur’io guaglio’.

Poi mi capita di sorprendermi mentre mi sforzo alla ricerca di una parola solo perché, in fondo in fondo, voglio conformarmi al pensiero degli altri, allora in quei momenti mi fermo.

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Aldous Harding – Designer

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Francesco Amoroso per TRISTE©

Sarebbe bello poter vivere una vita nella quale ci fosse concesso di accedere alle sensazioni limbiche di timore, angoscia, senso d’ignoto, vuoto, viltà, invidia, disprezzo, rancore e attrazione per il lato sbagliato delle cose, senza però rischiare davvero, senza essere costretti ad abbracciare l’oscurità, senza essere travolti e sedotti dai cattivi sentimenti.

Insomma vivere una vita riparata e tranquilla, senza, però, rinunciare all’adrenalina e all’eccitazione che arrivano solo dalle situazioni incognite e pericolose, dal fascino del male.

Mi rendo conto che forse è chiedere troppo, eppure un’esistenza fatta di sola sicurezza e di situazioni confortevoli risulterebbe fatale per chiunque.

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