Anna Calvi – Hunter

Francesco Giordani per TRISTE©

È una piacevole, piacevolissima anzi, sorpresa ritrovarsi oggi di fronte ad un’Anna Calvi così profondamente cambiata.

Un’evoluzione, quella della Calvi, naturale e tutt’altro che forzata, che un disco felicemente riuscito come Hunter, sua terza fatica in studio, racconta nel migliore dei modi.

Impressione ribadita a piè se possibile ancor più sospinto anche dalla “data zero” del tour mondiale a supporto del nuovo album, consumatasi, con gioiosa (e ci auguriamo non isolata) intuizione, nel bellissimo chiostro michelangiolesco delle sempre impressionanti Terme di Diocleziano, lo scorso 14 Settembre, ad inaugurazione della rassegna multidisciplinare Ō.

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Gruff Rhys – Babelsberg

Francesco Giordani per TRISTE©

Ce ne vorrebbero a migliaia, a centinaia di migliaia, di artisti come Gruff Rhys, in questo mondo. Oggi più che mai, probabilmente.

Il gallese, noto ai più come voce e onirica penna dei Super Furry Animals, in venticinque anni suonati (in ogni senso…) di più che stimabile carriera, ha viaggiato in lungo e in largo, dentro e fuori lo spartito, a piedi o con la testa, nei vastissimi, imprevedibili, territori del verosimile; spesso e molto volentieri sconfinando anche parecchio più in là ma sempre guidato dalla scintilla di una visione benevola, pulsante, totalmente gallese, che più gallese davvero non si potrebbe.

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Goat Girl – s/t

Francesco Giordani per TRISTE©

C’è poco da girarci intorno.

Il giovane rock inglese che sta pian piano crescendo alla gelida ombra della Brexit ha il gusto amaro e pungente della disillusione. Poca melodia, poco da ridere, tanta psicoanalisi, una certa dose rinforzata di cinismo.

Cimentarsi in ardite similitudini con gli anni dei sinistri trionfi thatcheriani appare senza dubbio semplicistico. D’altra parte, come ha annotato il filosofo inglese Mark Fisher nel suo folgorante Realismo Capitalista, quello che oggi per lo più viviamo è “un’incapacità di produrre ricordi nuovi”.

Perfida, anzi crudele, ironia della Storia.

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Cabbage – Nihilistic Glamour Shots

Francesco Giordani per TRISTE©

If it’s me and yer granny on bongos, it’s the Fall.
Mark E. Smith

Un gruppo come i Cabbage, vuoi o non vuoi, mi fa tornare alla mente Mark E. Smith, l’indimenticabile volto, anima e voce dei Fall che proprio lo scorso Gennaio, e del tutto a sorpresa, ci ha prematuramente lasciati.

La provenienza di questo giovane quintetto, originario di un sobborgo di Manchester, non mente, così come non può mentire il suo spiccatissimo gusto per allucinati baccanali noise-punk e irriferibili quanto argute invettive con bava alcolica alla bocca.

A Mark E. Smith questi Cabbage, con ogni probabilità, non sarebbero dispiaciuti affatto.

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Insecure Men – s/t

Francesco Giordani per TRISTE©

Con ogni probabilità lo avrete letto.

Il settimanale New Musical Express (o NME, dir si voglia), a sessantasei anni dal suo glorioso debutto nella edicole inglesi ha deciso di porre fine una volta per tutte alla propria edizione cartacea, continuando ad esistere esclusivamente come magazine digitale.

Mi verrebbe da commentare: la fine di un’epoca, se solo questa frase non suonasse alle mie orecchie imperdonabilmente imprecisa, dal momento che di epoche che finiscono qui ce ne n’è molte più d’una, con tutta evidenza.

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MasciaTi – Svegli Sempre

Francesco Giordani per TRISTE©

Non dormo più come un tempo.

Il mio sonno, da un giorno all’altro, ha cambiato consistenza, è diventato un cristallo fragilissimo, che mi si sbriciola fra le lenzuola al minimo urto.

Mi sveglio, mi viene sete, non trovo la posizione, mi riaddormento, poi un rumore, provo a leggere due paginette, ho freddo ai piedi, la coperta è d’improvviso pesantissima, come pietrificata, ma a riaccendere il telefono mi sentirei in colpa e allora spengo la luce.

Resto in pensiero, anzi in sospeso, per minuti, forse ore, fino a quando, quasi per noia, riprendo sonno. O meglio: il sonno mi si riprende. Non saprei dire da cosa dipenda esattamente. Ho cambiato materasso, cuscino, pigiama, tisane, dieta, orari.

Ormai, beffa suprema, la stessa paura di non riuscire a dormire mi toglie il sonno. Continua a leggere

Roberto Ventimiglia – Bees Make Love To Flowers

Francesco Giordani per TRISTE©

Sulla faccia di pochi animali il conoscitore può in ogni momento leggere così chiaramente lo stato d’animo come nel gatto: si capisce sempre ciò che gli passa per la testa, e sempre si può sapere quel che ci si deve attendere da lui il prossimo istante.

Konrad Lorenz, L’Anello di Re Salomone

Potrei raccontarvi tutta la storia della mia esistenza sommando le biografie dei numerosi gatti che hanno vissuto con me. Ma, state tranquilli, non lo farò.

Eppure, ascoltando la canzone If We Were Cats, che inaugura questo Bees Make Love To Flowers non ho potuto evitare di pensare a come ogni periodo della mia vita abbia sempre goduto della protezione di un silenzioso testimone felino che ne ha accompagnato le alterne vicissitudini, fino a diventare, retrospettivamente, una sorta di eterno custode del passato, di sigillo misterioso.

Le sieste estive di Faustino, la lunga fuga di Antonietto, gli amori di Leo, la generosità di Tigre, i romantici battibecchi di Nocciolina e Yanez. Ogni mia stagione ha avuto i suoi gatti a rappresentarla. Continua a leggere