Anna B Savage – in|Flux

Francesco Amoroso per TRISTE©

At lunchtime I bought a huge orange—
The size of it made us all laugh.
I peeled it and shared it with Robert and Dave—
They got quarters and I had a half.
And that orange, it made me so happy,
As ordinary things often do
Just lately. The shopping. A walk in the park.
This is peace and contentment. It’s new.
The rest of the day was quite easy.
I did all the jobs on my list
And enjoyed them and had some time over.
I love you. I’m glad I exist.

(Wendy Cope – The Orange)

Fino a qualche giorno fa non avevo mai sentito parlare di Wendy Cope. Poi una breve citazione in un brano del secondo album di Anna B Savage, che condivide il nome proprio con la poesia in esergo, mi è bastato per aprirmi un mondo.
La poesia è spesso percepita come una forma letteraria ostica e antiquata, fatta di parole difficili, metafore oscure e argomenti dolorosi e pesanti. Wendy Cope, invece, dimostra con le sue liriche dell’ordinario, con le sue frasi dirette e i suoi sentimenti semplici che, come tutte le forme d’arte, anche la poesia può essere fruibile e universale.
Non credo che la citazione di Wendy Cope da parte di Savage sia casuale perché ciò che la poetessa del Kent è riuscita a fare con la poesia, la londinese trapiantata a Dublino, Anna B Savage, riesce a fare con la musica.

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The Tubs – Dead Meat

Tiziano Casola per TRISTE©

Come si costruisce un album indie rock? La risposta dovrebbe essere suonando come si vuole, seguendo l’istinto o qualche linea di condotta etica-estetica possibilmente strampalata, producendo il disco con mezzi di fortuna, ma soprattutto non badando a nessun giudizio altrui su come farlo correttamente.
Certo, come no!
Sarebbe bellissimo, ma la verità è che non funziona così. Suonare spontanei è già di per sé complicato, figuriamoci suonare pure “indie”.

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Yo La Tengo – This Stupid World

Francesco Amoroso per TRISTE©

Insieme a te non ci sto più
Guardo le nuvole lassù
Cercavo in te
La tenerezza che non ho
La comprensione che non so
Trovare in questo mondo stupido

(P. Conte)

You know things are bad when they’re coming to me for answers“.
(Joe)

Idiocracy è un film demenzial-distopico, nel quale si racconta dell’anno 2505, un futuro dove, a causa della maggiore prolificità delle persone stupide, il livello di intelligenza medio degli uomini raggiunge livelli talmente bassi da mettere a rischio la sopravvivenza del pianeta e del genere umano.
Dubito che gli Yo La Tengo si siano ispirati a questo capolavoro profetico (forse solo un tantino ottimista: di questo passo il 2505 arriverà nel 2025…) o, ancor meno, alle magnifiche parole che Palo Conte scrisse per Caterina Caselli nel lontano 1970. E’ più probabile che, per trovare un titolo al loro sedicesimo album (se si contano solo quelli di materiale originale)  Ira Kaplan, Georgia Hubley e James McNew, abbiano dovuto semplicemente guardarsi un po’ intorno, magari limitandosi ad accendere la televisione. 

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(Make Me A) TRISTE© Mixtape Episode 102: Alison Eales

Alison Eales

Alison is a long-standing member of the band Butcher Boy, playing piano, accordion and other keyboards as well as arranging for choir and brass. The band have made three studio albums: Profit in Your Poetry (2007), React or Die (2009) and Helping Hands (2011). All of these albums have been well-received, with React or Die featuring in The Times’ top 100 pop albums of the 2000s. The band have also released two EPs. A compilation album, You Had A Kind Face, was released on Needle Mythology in 2022, along with three new songs, with tracks mastered by Miles Showell at Abbey Road. Butcher Boy have supported bands including Belle and Sebastian, Scritti Politti and The Wedding Present. Eales is also a member of Glasgow Madrigirls and has collaborated with bands including The Color Waves (USA), The Just Joans (Glasgow) and Featherfin (Norway). Mox Nox is her first solo album, to be released on 24 March via Fika Recordings. Mox Nox “is an album about the passing of time – most specifically, the transition from day to night. Its twelve songs explore experiences of all-nighters, anxiety, travel, frustration, and friendship” and was produced by Paul Savage at Chem 19 studios.

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Theory Of Ghosts – EP1

Francesco Amoroso per TRISTE©

Music won’t save you from anything but silence/ Not from heartbreak, not from violence

Let’s shut the lid on this/ Let’s move this rock and seal this cave/ ‘Cos this show has over-run/ I am done, I am done, I am done/ I’d rather stick a sword in my eye/ Than go through this again/ I am moving to Alaska/ I am moving to the moon/ But you never get/ No, you never get/ Closure
(G. Johnson)

Nonostante sia uno dei miei parolieri preferiti di sempre, non sono d’accordo con Glen Johnson quando afferma che la musica non possa salvarti da nulla fuorché dal silenzio. A me la musica mi ha sempre salvato da tutto (pleonasmo voluto), forse anche dai numerosi danni che la musica stessa mi ha causato.
Perciò, nonostante un caro amico abbia preso a prestito il verso per dare il nome alla propria webzine, reputo che questa considerazione sia semplicemente il tentativo da parte di un artista fin troppo sensibile di mostrarsi cinico per non risultare fragile e indifeso. Tentativo malriuscito (seppur riuscitissimo dal punto di vista della metrica e musicale) perché (al pari dell’ I Don’t Love Anyone dei Belle And Sebastian) dimostra sostanzialmente il contrario.

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