Nick Cave – Idiot Prayer: Nick Cave Alone at Alexandra Palace

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Quanto tempo è trascorso dall’ultima volta che avete visto un concerto dal vivo?
Per quanto mi riguarda lo so esattamente: tra dieci giorni saranno trascorsi 10 mesi.
Tra i tanti tour annullati, saltati, rimandati, in questo lungo tempo ho perso anche l’occasione di rivedere dal vivo Nick Cave, che sarebbe dovuto passare dalle mie parti questa estate. E, invece, anche Cave e i suoi Bad Seeds hanno, naturalmente, dovuto annullare le tappe europee e americane del loro tour mondiale, che si preannunciava come una produzione spettacolare che avrebbe incluso addirittura un coro gospel al gran completo.

Come hanno fatto tanti artisti molto meno noti e quotati di lui, anche Nick, tuttavia, ha pensato bene di alleviare la nostra attesa e ammannirci un succedaneo della sua performance live (di solito profondamente coinvolgente e trascinante).
Naturalmente (e non poteva essere altrimenti, visto che il buon Nick è uno che si prende sempre piuttosto sul serio) non si è limitato a mezz’ora di live dal suo tinello, ripreso con una telecamera fissa e un microfono da cinquanta euro, ma ha fatto, come solito suo, le cose in grande.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 5: The Very Most

The Very Most

The Very Most is an indiepop musical project from Boise, Idaho, USA that has been around, in one form or another, since 2002.
Jeremy Jensen writes the songs, sings a lot of them, and plays most of the instruments. The music is influenced by The Smiths, The Beach Boys, Belle and Sebastian, Magnetic Fields, Stereolab, Built to Spill and New Order, but reviewers mention a lot of other bands too.
“The Very Most Needs Help” is out now.

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Epic45 – Cropping The Aftermath

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Sarà che quest’anno ho tagliato un traguardo di quelli pesanti, sarà che, intorno a me, continuano a cadere come mosche tutti gli idoli della mia gioventù, ma mi rendo conto di stare diventando, anche in ambito musicale, sempre più nostalgico. E non mi piace.
Mi commuovo (fino alle lacrime) quando mi capita di ascoltare brani degli anni ottanta e degli anni novanta e rimango sempre più freddo di fronte a canzoni nuove, anche a quelle che, fino a ieri, mi avrebbero sconvolto o emozionato.
Credo che sia un sintomo molto evidente di una malattia grave, ma purtroppo inevitabile: si chiama vecchiaia (e, per quanto detestabile, tutto sommato è auspicabile arrivare a contrarla, magari il più tardi possibile).

Per fortuna questo morbo non ha ancora corroso del tutto la mia passione per la musica e, ancor più fortunatamente, esistono ancora artisti e band contemporanee che riescono a toccare le mie corde più profonde, anche grazie alla sottile nostalgia che è insita nella loro proposta musicale.
Tra queste band un posto importantissimo nel mio cuore occupano, senza dubbio, gli Epic45.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 4: New Adventures in Lo-Fi

New Adventures in Lo-Fi

Before blowing out 10 candles, New Adventures in Lo-Fi are back with a brand new song. Started as a solo Turin based project, they are now a stable three members band: Enrico, Michele and Ettore released “Indigo”, a guitar-based and nostalgic indie rock record – an unusual sound for an Italian band – just two years ago, and today, along with their mixtape, they present the video-premiere of their latest “Double Negative”. The recipe remains intact: an intimate songwriting for a bittersweet and melancholy sound, as if the 90s emo scene met autumn sadcore halfway.

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Amaarae – The Angel You Don’t Know

Carlotta Corsi per TRISTE©

È difficile in questo momento, credo, per qualsiasi ragazza o donna affacciarsi al mondo con la propria più pura e fragile essenza.
E anche se “questo momento” dura da troppo tempo ormai, sento che siamo ad un punto di snodo importante.
Per quanto ci sia un’estrema maggioranza di spinte femministe in ognuna di noi, mi sembra di trovare poca coesione e tanto pregiudizio l’una verso l’altra.

Non nego, io stessa ho ancora dei grossi scivoloni d’ipocrisia e di tanto in tanto mi ritrovo ad essere parte integrate di questo brutto sistema di oggettificazione dei corpi e questo mi fa così arrabbiare, soprattutto perché so come ci si sente quando quel corpo è il tuo.
Sin da piccole, siamo state abituate a giudicarci e chiamarci con nomignoli, finendo per cadere facilmente nel luogo comune, continuando a farlo anche da adulte.

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