Francesco Amoroso per TRISTE©
Non vi sentite un po’ nauseati quando vi capita di imbattervi in una delle frasi o dei meme motivazionali che riempiono le bacheche di tutti i social network? Non succede anche a voi che tutti quei maledetti aforismi, quelle citazioni (spesso decontestualizzate) e quelle insulse pillole di saggezza popolare piuttosto che motivarvi, vi facciano saltare la mosca la naso? Che l’unica vera motivazione che vi danno è quella di andare a cercare chi le ha condivise per farlo pentire della sua scelta sconsiderata?
La mia idiosincrasia per questo tipo di frasi è tale che ho sviluppato una specie di radar e, così, appena ne sento, anche da lontano, l’odore, scappo a gambe levate.
Non sempre, tuttavia, il confine tra una frase motivazionale e una riflessione sincera e, magari, edificante è così evidente.
Così quando ho letto il titolo scelto dall’australiana Tori Zietsch, in arte Maple Glider, per il suo album d’esordio, ho subito pensato di trovarmi di fronte alla solita banalità circa l’importanza di godersi la vita, di non pensare al passato, di accogliere positivamente anche i momenti bui e chi più ne ha, più ne metta.
Non potevo essere più lontano dalla realtà.




