Chris Brain – Bound To Rise

Francesco Amoroso per TRISTE©

Negli ultimi mesi, su queste pagine virtuali – ma anche su quelle reali e tangibili della rivista musicale con cui collaboro – mi sono occupato di alcuni album che hanno avuto una grande risonanza mediatica e un notevole riscontro commerciale e che, probabilmente, lasceranno un segno nelle cronache musicali del 2022 (e, magari, qualcuno di loro, sarà ricordato anche negli anni a venire).
Questo ha comportato che, nell’analizzarli, dovessi tenere conto oltre che dell’aspetto strettamente musicale e artistico degli stessi, anche del loro rapporto con la cultura, la società e le tendenze entro le quali queste creazioni artistiche sono state prodotte.
Non me ne lamento, ma mi sento più a mio agio quando posso concentrarmi sulla musica e sulle sensazioni che essa suscita in me. In fondo non sono altro che un appassionato di musica e ho titolo solo per tentare di trasmettere, attraverso le parole, ciò che la musica mi fa provare.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 70: Future West

Future West

Future West is a 4-piece Alt./Indie/Lo-Fi ensemble conceived by frontman Francis Watters some years ago. With their studio HQ based in Dundalk, Ireland, the band have been busy at work this past year after a recent signing with Galway based label Blowtorch Records. The band have recently put out two singles in 2022, Late Last Nite and All My Sins with a third, Give You My Time,  to follow in June. Presenting the live show as a four-piece band and with a speaker full of beats, loops and samples, Future West deliver their own unique style of indie/noise-rock tinged with synth-pop/pulsing dance beats with Watters maintaining relentless honesty in his thought provoking, emotive and witty lyrics. The band have spent the last 18 months writing and recording under a new line up and their second album is finished and due for release mid 2022.

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Kilo Kish e gli altri – Gli ascolti di Carlotta.

Carlotta Corsi per TRISTE©

Ho iniziato a notare dei tratti del mio carattere, abbastanza radicati, che proprio non sopporto. Certo, direte voi, basta che aggiusti un po’ di qui, un po’ di là e magari ti piaci anche di più. Il mondo ci insegna che tutto quello che vuoi è raggiungibile con della buona volontà, qualsiasi cosa, giuro, anche cambiare te stessa è possibile – perché appunto, la cosa più importante è essere la versione migliore di se stessi!
Ma no, non tutto è possibile e io, allora, sto provando ad andarmi bene anche così, imperfetta e per niente la migliore che potrei essere, ma senza ombra di dubbio me stessa al 100%. E quindi, per rimanere fedele a me stessa, anche se odio essere improduttiva quando non ho davvero nulla da fare, quando il silenzio delle mie giornate prende piede mi blocco. Ma mi sta bene così. Almeno ci sto lavorando.
E poi ancora: madonna che fatica l’ultima parte dei vent’anni. Non ti senti per niente “grande” ma in modo categorico rifiuti ogni senso di spensieratezza rimasta a nuotare nelle tue cellule. I miei ascolti stanno DECISAMENTE riflettendo questa confusione perpetua.

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CMAT – If My Wife New I’d Be Dead

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

É passato talmente tanto tempo dall’ultima volta che ho scritto qualche riga, che non so nemmeno più quale sia il template che dovrei utilizzare. But I left you overnight, I left you overnight …
Di questa finestra temporale, durata esattamente 4 anni (il mio ultimo post risale al 2018, per un disco meraviglioso), ho qualche immagine nella testa: il pomeriggio temperato in cui visitai il cristo velato, la mia collezione di vinili, il freddo pomeriggio in cui mi precipitai a casa per vedere per la prima volta mia figlia, l’evoluzione nei gesti e nelle parole di mio padre. But who needs God when I have Robbie Williams?

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OUR VISION TOUCHED THE SKY. Fenomenologia dei Joy Division

Francesco Giordani per TRISTE©

Il lettore italiano ha da qualche anno a disposizione una bibliografia non trascurabile sui Joy Division. Certo, non monstre quanto quella in lingua inglese (esponenzialmente più estesa), ma comunque non trascurabile, soprattutto se si pensa che la band ha registrato in tutto cinquantatré canzoni in circa quattro anni di attività, senza peraltro mai raggiungere livelli di popolarità mainstream.

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