Fino a poco tempo fa ero del tutto inconsapevole (del resto sono molto ignorante in materia) dell’opera della fotografa e artista statunitense Cindy Sherman, famosissima e osannata per i propri autoritratti concettuali. Il suo lavoro consiste in serie di autoritratti nei quali, abilmente travestita, immortala se stessa, da sola nel suo studio, assumendo molteplici ruoli come autrice, regista, truccatrice, parrucchiera, costumista e modella. L’artista riesce a camuffarsi tanto da non essere riconoscibile, eppure il suo stile è così unico che, guardando le sue fotografie, per quanto non sia facile riconoscere la persona ritratta, è immediatamente evidente l’identità dell’artista che ha scattato le foto. Trovare un’immagine della vera Cindy Sherman è molto raro e le sue opere sono spiazzanti, difficilmente catalogabili e spesso disturbanti.
Ho scoperto le sue opere quando – se non ricordo male con un commento su FB – qualcuno ha paragonato la sua opera a quella di Aldous Harding.
Bobby Wratten’s first band were The Field Mice. They released seven singles and four albums on Sarah Records. When The Field Mice split, Bobby’s new project was Northern Picture Library, involving Annemari Davis and Mark Dobson from the latest Field Mice incarnation. They recorded two singles and an album for Vinyl Japan, and then returned to Sarah for their final two 7”s, Paris and Last September’s Farewell Kiss. In 1996 Bobby started Trembling Blue Stars, a solo project. He released three records for Shinkansen and, in 2001, Trembling Blue Stars’ fourth album, Alive To Every Smile, with a new line-up with a lot of ex-Sarah Records folks in the ranks: Keris Howard from Brighter, Beth Arzy from Aberdeen and Harvey Williams of Another Sunny Day, as well as The Field Mice themselves. Three other album were made, before the band disbanded. At the end of 2014 Bobby Wratten was back on the scene with Lightning In A Twilight Hour, this time with the help of Beth Arzy and Michael Hiscock. On November 17th, The Memory Museum was released and the EP Slow Motion arrived in February 2015 and for April of that same year they released their first full-length, Fragments Of A Former Moon. With 2016’s EP And All The Ships At Sea the project became more and more experimental, connecting the old Wratten’s distinctive sound to ambient and electronic music. In 2017 Quiet Actions was a cassette with only two long ambient composition, which confirmed the shift in Bobby Wratten’s music. A couple of months ago, six years after his last release for Elefant Records, Bobby Wratten’s Lightning In A Twilight Hour returned with a new single produced in association with long term collaborator Ian Catt, The Circling Of The Seasons / Neuchâtel trailer (but do not feature on) the forthcoming second album. This stand-alone single set the scene for Overwintering, the new album, which will be out tomorrow, April 1st, on Elefant Records, a collection of eleven songs overseen in collaboration with Ian Catt. Beth Arzy and Anne Mari Davies and Michael Hiscock from The Field Mice are featured throughout the record.
Spigoloso, sfaccettato, straniante. È un songwriting sopra le righe e difficilmente catalogabile quello proposto da Vicky Mettler – chitarrista del progetto Land Of Kush guidato da Sam Shalabi e produttrice del Concrete Sound Studio – nella sua prima prova sulla lunga distanza firmata Kee Avil. Le tre tracce dell’ep omonimo risalente al 2018 anticipavano solo parzialmente gli ingredienti alla base di Crease rivelando in nuce caratteristiche ed affinità adesso pienamente palesate. PJ Harvey, Scott Walker, Grouper sono solo alcuni dei nomi accostati alla musicista canadese, ma in realtà i riferimenti rintracciabili nel suo ansiogeno universo sonoro potrebbero essere molto più numerosi e comunque sempre parziali e fuorvianti.
Viviamo strani giorni, come cantava Battiato. E strane cose, in questi strani giorni, accadono anche a me, fatte le dovute proporzioni. Tipo che il nuovo album dei White Lies, consueto roboante melodrammone cotto in un brodo di titanismo emo-pop-wave (appeso su baratri Muse) mi ispiri, almeno per buona metà della sua durata, più dei nuovi, pur più che decorosi, lavori di Metronomy, (British) Sea Power, Spoon o Shout Out Louds.
O che vada al cinema per svagarmi con un assai promettente Batman di ultima generazione e mi ritrovi invece ad ingaggiare una lotta furibonda contro palpebre che inesorabilmente capitolano alla manovra a tenaglia del Sonno più traditore – per fortuna a stretto giro un Licorice Pizza ha rimesso le cose a posto ma questa, come si suol dire, è un’altra storia, su cui tornerò volentieri.
Qualche volta ho l’impressione che la complessità sia il nostro peggior nemico. Non sarebbe bello se tutto fosse, invece, semplice, binario, bianco o nero? Se l’amore fosse quello delle canzoni pop e se tutto avesse dei contorni nitidi e chiari? Probabilmente, invece, riflettendoci con un po’ più di attenzione (e profondità – rieccola la maledetta complessità!), che la vita sia piena di sfumature e di contenuti, di sentimenti contrastanti e di scelte difficili, è una necessità e un’esistenza priva di stratificazioni, significati reconditi e, ammettiamolo, qualche complicazione, risulterebbe piatta e scialba.
Ciò non toglie che farei comunque volentieri a meno di un po’ di crucci e problemi, in favore di una riconquistata tranquillità che, tra l’altro, oltre che evitarmi tanti affanni, mi permetterebbe di dedicarmi e approfondire ciò che più mi attira e mi appaga.