My Raining Stars was formed by Thierry Haliniak as a solo project in 1998. In the early 90s, Thierry was in a band called Nothing To Be Done that performed with artists such as The Boo Radleys, Adorable, and Moose. Being raised by much of the music of those times, especially influenced by the legendary c86 era and bands from Creation and Sarah Records, Thierry has a knack of writing classic pop songs. For the next 10 years, Thierry recorded demos on his 4-track tape recorder before Didier Frahier (ex-Nothing To Be Done, E-grand) offered to help re-record and re-arranged some of his best tracks. In 2008, these songs would become My Raining Star’s debut album From St Saviour To Quickwell. In November 2020, he released a digital EP called Obvious Reasons with featured song lyrics by his friend Gilles Ramey. Just after the EP release, Thierry formed a new side-project called Meyverlin with Gilles Ramey and Philippe Lavergne (ex-Freluquets). In October 2021, they released their debut album Daily Events on the French indie label Too Good To Be True. During this time, Thierry grew closer to Casper Blond (Ethics), a talented young Danish multi-instrumentalist, who offered to help him record real drums and bass on his songs as well as mix and master them. In early 2022, Thierry had completed the ten songs that will become the second My Raining Stars album 89 Memories. The album will be released on June 17, 2022 by Shelflife (US) and Disco de Kirlian (Spain). 89 Memories is an album particularly close to Thierry’s heart and one he is immensely proud of.
Continua a leggereNilüfer Yanya – Painless
Francesco Giordani per TRISTE©
Non sono affatto poche le uscite discografiche che, in questi ultimi due mesi, sono andato appuntando nel mio fedelissimo taccuino di diarista dell’ascolto. Di molte di esse le spesso soverchianti e più prosastiche impellenze della vita mi hanno impedito di dire e scrivere come avrei voluto, ahimè.
I nomi che ritrovo trascritti in agenda vanno dalla big music di ritorno dei Palace del notevole Shoals (un po’ Maccabees, un po’ Sigur Ròs, un po’ Waterboys era This is the Sea, un po’ anche Jeff Buckley), al soft (power) rock dei Blossoms di Ribbon Around The Bomb – che regalerà una mezz’ora di vitale contentezza tanto ad orecchie già estimatrici di America e Supertramp quanto a più fini palati devoti alla Electric Light Orchestra (via MGMT…).
Sasami – Squeeze
Carlotta Corsi per TRISTE©
Per quanto corra via, lontano lontanissimo, la musica sarà sempre quella in grado di portarmi a casa ancora, per mano, come si tiene un bambino in preda ad una crisi di pianto mentre si asciuga le lacrime con il braccio, urlando a squarciagola.
Non sento quasi più nulla, di questi giorni, mi pare di perdere sempre di più il contatto con le cose e le persone, ma su Call Me Home di Sasami ho sussultato e finalmente, i miei occhi secchi si sono di nuovo bagnati.
Continua a leggereKathryn Joseph – For You Who Are The Wronged
Peppe Trotta per TRISTE©
Il dolore sa essere un innesco prepotente capace di scardinare qualsiasi forma di resistenza applicata alla necessità di raccontare, di affrontare se stessi e offrirsi agli altri. Ne è ben consapevole Kathryn Sawers la cui carriera musicale – che sarebbe potuta iniziare ben prima – ha preso l’avvio proprio a partire da un momento di rottura, da quella che è l’assenza più difficile da accettare per una madre. Assunto come cognome d’arte il nome del figlio perduto, l’artista scozzese ne ha affrontato la morte condensando i suoi sentimenti in un disco d’esordio intenso – premiato nel 2015 come Scottish Album Of The Year – incentrato sul connubio essenziale di voce e pianoforte.
Continua a leggereBarzin – Voyeurs In The Dark
Francesco Amoroso per TRISTE©
Credete sia possibile scindere l’arte dall’artista che la crea? Che si possa ammirare un dipinto di Picasso pur conoscendone il suo atteggiamento nei confronti delle donne? Che si possa continuare ad adorare l’opera degli Smiths, pur consci delle posizioni politiche prese da Morrissey negli anni più recenti? Che si possa continuare a considerare Kevin Spacey un grande attore, nonostante le accuse molto gravi che gli sono state rivolte?
L’operazione di separare il prodotto artistico dal suo produttore è diventata, negli ultimi anni, sempre più complessa e rileggere l’opera di un artista alla luce delle mancanze e dei difetti del suo autore sembra ormai quasi una necessità (non è neanche infrequente leggere che questo o quel musicista rock fosse un grande artista NONOSTANTE facesse uso di droghe…).
Non è facile prendere una posizione netta su questa questione e mi capita sempre più spesso di sentirmi in difficoltà ad apprezzare l’opera di qualcuno che umanamente detesto.
Per fortuna, poi, esistono artisti come Barzin.
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