Le firme di TRISTE©: il 2021 di Peppe Trotta

Peppe Trotta per TRISTE©

La fine di un anno è sempre sinonimo di riepilogo e bilancio. Giunti in fondo ci si ritrova a fare conti, valutazioni, a volte buoni propositi e arriva immancabile anche il momento di proporre un resoconto degli ascolti più assidui cercando di mettere in fila i dischi che più ci hanno fatto compagnia. Non una classifica – malgrado mi ritrovi a stilarne, continuo a considerarle pretestuose e poco rilevanti – ma un semplice elenco di itinerari sonori apprezzati particolarmente che andranno a sommarsi a quelli che di anno in anno continuano ad essere presenti.

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Le firme di TRISTE©: il 2021 di Carlotta Corsi

Carlotta Corsi per TRISTE©

Quest’anno è stato decisamente silenzioso per me. Ho l’abitudine di rifugiarmi nelle parole e sopra ogni cosa, nella musica, gli ultimi dodici mesi però, ho abbassato drasticamente il volume di tutto e non so quanto bene mi abbia fatto alla fine.
Avrei voluto fare una lista meritocratica e in grado di risuonare con quelle che si vedranno nei prossimi giorni sui vari magazine, ma la verità è che sarebbe falsa, per quanto probabilmente più interessante per voi. Farò una lista onesta, ovvero dei pochi –ahimè- ascolti di quest’anno, tirando fuori i migliori per me e menzionando, poi, per giustizia, gli artisti che quest’anno hanno fatto la differenza, non solo per me.

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Natalie Jane Hill – Solely

Peppe Trotta per TRISTE©

È spiazzante come a volte il desiderio di consapevolezza, la voglia di scavare dentro di sé per (ri)trovarsi possa portare ad una maggiore apertura verso l’ambiente che ci circonda e le persone che lo abitano. Strano ma in fondo perfettamente logico visto che siamo anche riflesso del mondo che viviamo. Un tale duplice moto che coniuga intimismo e voglia di proiettarsi verso l’esterno è alla base della secondo uscita discografica di Natalie Jane Hill pubblicata a distanza di un anno dal convincente esordio Azalea.

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