
Francesco Amoroso per TRISTE©
Sarà a causa della mia cultura prettamente borghese, ma ho sempre trovato particolarmente affascinanti e vicine al mio sentire quelle opere d’arte che rinvengono la bellezza nella quotidianità, piuttosto che puntare al sublime o scavare nel sordido per estrapolarne la meraviglia.
Ho sempre pensato che la ricerca della bellezza laddove l’occhio disattento vede solo il banale, il trito, l’ordinario sia una sfida complessa e nobile, spesso intrapresa con il nobile fine di mostrare quanto di stupefacente e appagante possa esserci nelle nostre grigie esistenze.
In campo musicale tale ricerca si risolve spesso nell’evitare l’eccessiva ricercatezza (e spesso ricerca) dei suoni, in un understatement emotivo e sonoro che vuole portare alla luce solo le sensazioni che possono ricavarsi dai sentimenti più semplici.



