Black Tail – One Day We Drove Out Of Town

Francesco Giordani per TRISTE©

Ho un vecchio sogno nel cassetto. Quello di dedicare una parte della mia vita, prima o poi, alla messa a punto (e alla successiva esecuzione) di “collaudi” discografici.

Che so: fare il bagno di notte in una piscina, dimenticandomi una camicia, come in Nightswimming. Leggere Wilde assieme ad una fidanzata in un cimitero come in Cemetery Gates. Unirmi ai latitanti in fuga di Band on The Run.

Cose del genere.

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Pavement – Slanted And Enchanted

Francesco Amoroso per TRISTE©

A vent’anni (o poco più), per quanto tu possa avere un animo sensibile e amare la poesia, i tramonti, i fiori e l’amore, ci sono alcuni momenti nei quali è necessaria una sferzata di adrenalina, una botta di eccitazione pura, un intervallo, almeno uno, durante il quale dare libero sfogo alla corporeità e urlare a squarciagola.

Nel 1991 una band nata da una costola dei grandi Dinosaur Jr., i Sebadoh di Lou Barlow, cantava “Just Gimme Indie Rock“.

Ecco: allora, a vent’anni, ogni tanto c’era davvero voglia di dire “datemi solo un po’ di indie rock” (anche perché allora la parola indie non era ancora un termine dispregiativo o omnicomprensivo).

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White – One Night Stand Forever

Francesco Giordani per TRISTE©

Un disco come One Night Stand Forever mi rincuora non poco. Anzi: mi conforta.

Perché mai? Perchè nel suo molto piccolo esso dimostra, almeno a me (che da giorni lo sento e risento, a intervalli più o meno regolari), perché dimostra, dicevo, che in fondo non ho sognato tutto.

Aggiungerei pure: fosse uscito dieci anni fa, (nel 2007, poniamo) questo One Night Stand Forever, tutti o quasi, con ogni probabilità, saremmo stati costretti a parlarne. Essendo uscito invece oggi, nel 2017, si stenta quasi (con un certo personale sgomento) a trovarne in giro anche la più scarna recensione, che non sia peraltro un taglia e cuci dello stesso comunicato stampa.

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Twin River – Passing Shade

TwinRiver_PassingShadeSara Timpanaro per TRISTE©

Ricordo che da bambina, quando giocavo da sola, a volte mi ritrovavo a rincorrere la mia ombra. Mi divertivo un casino a girare come una trottola sotto il sole caldo della mia isola, credevo fosse magico vedere quella parte di me che non avrei preso mai  e che paradossalmente ero io stessa a proiettare.

Si, ho iniziato presto a farmi le pippe mentali: questo ricordo mi ha aiutata a ricostruire la faccenda. Ed era inevitabile per me riportarlo alla memoria
non appena ho letto il titolo del secondo album dei Twin River: Passing Shade.

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Mitski – Puberty 2

mitski_puberty2Se c’è una cosa che amo tantissimo (senza essere una cosa particolarmente originale) è viaggiare. In verità non è il viaggiare in sè che amo, ma il vedere posti che ancora non conosco. Un po’ a prescindere.

Questa passione fa sì che, anche quando capito in luoghi non particolarmente splendidi, io rimanga sempre soddisfatto anche dal solo fatto di aver visto qualcosa di nuovo.

Un po’ come quando ho visitato Charleroi. Anzi, ve la consiglio. Però dovete davvero avere la mia stessa forte passione…

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Old Wave – Old Wave

Marica Notte per TRISTE©

La frase che mi capita più spesso di sentire dalle persone che conosco, e anche da quelle conosciute relativamente da poco, è questa: “Mi sarebbe sempre piaciuto scrivere un libro”. La cosa interessante è che non sento dire, come sarebbe più logico, “mi piacerebbe”, lasciando quindi aperta ancora qualche possibilità di realizzazione, bensì “mi sarebbe sempre piaciuto”, lasciando spazio solo alla mera immaginazione e a pensieri del tipo “avrei voluto ma…”.

Anche a me piacerebbe scrivere un libro, ma per il momento credo di essere arrivata a una conclusione rilevante: non ho nulla da dire. Perché, a mio avviso, se non si ha qualcosa da dire, da raccontare con intelligenza e con un pizzico di storia, allora è meglio continuare a leggere quelli degli altri. È meglio continuare a fantasticare.

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Deep Sea Diver – Always Waiting EP

Se c’è una cosa che amo è il mare. Ma non il mare inteso come vado-in-spiaggia-mi-sdraio-e-prendo-il-sole. Il mare inteso per quello che è. Acqua salata. Tanta acqua salata. Piena di vita. Non c’è infatti niente che mi rilassi di più che mettere la maschera e stare ore a mollo ad osservare tutto quel via vai che avviene sotto quella distesa blue. Specialmente in zone come queste o queste.

E allora un mio sogno sarebbe poter raggiungere profondità ancora maggiori per scoprire sempre di più. Purtroppo non ho mai fatto un corso di sub. Per ora mi accontenterò del nuovo EP di Jessica Dobson e dei suoi Deep Sea Diver.

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