
Francesco Amoroso per TRISTE©
Alcuni album sembrano nati per fare da colonna sonora a una stagione ben precisa: ci sono quelli uggiosi e autunnali, quelli sfrenati ed estivi, quelli perfetti per scaldare le gelide notti invernali. Esistono i dischi per l’alba, per il tramonto e quelli notturni, gli album per curare le ferite e quelli per lasciarsi andare.
Eppure le uscite discografiche di tutto questo se ne fregano e seguono molto raramente una logica che non sia di natura commerciale (o dettata dalla contingenza e dalle esigenze delle case discografiche).



