Marissa Nadler @Monk – Roma, 19/09/2019

Emanuele Chiti per TRISTE©

Il penultimo giorno d’Estate segna anche il primo appuntamento con i concerti al coperto di impronta più “indie” (scusate il termine) della nuova stagione del Monk, locale fulcro della scena romana pronto e tirato a lucido per l’occasione.

A dare il calcio d’inizio è stata Marissa Nadler, ritornata a Roma stavolta accompagnata dal chitarrista Milky Burgess (Master Musicians Of Bukkake, Alan Bishop).

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Alex Cameron – Miami Memory

cover Alex Cameron - Miami Memory

Carlotta Corsi per TRISTE©

Facciamo che stai camminando, tranquilla e, mentre sei intenta ad ascoltare le storielle pazze delle sciure che trovi per strada, giri l’angolo e d’improvviso il cielo s’illumina: una palla infuocata che attraversa il buio totale della volta. Vi giuro:  è una cosa che si nota. E fa paura.

Posso onestamente dire che il primo secondo è stato caratterizzato dal terrore, con flashback di momenti significativi della mia vita, come in un film di Aronofsky – bello saturo di emozioni, via.
Subito dopo quell’istante, che comunque è durato davvero poco, ho capito che era semplicemente una “stella cadente”, un po’ più grossa, un poco più vicina forse e più incazzata del solito. Continua a leggere →

Modern Nature – How To Live

Francesco Blasilli per TRISTE©

Non c’è parola più semplice e appropriata per definire How To Live, lavoro d’esordio dei Modern Nature: AFFASCINANTE.

E non poteva essere altrimenti, considerando i componenti del progetto musicale che vede protagonisti Jack Cooper (Ultimate Painting), Will Young (Beak) e Aaron Newu (Woods), con la partecipazione di Jeff Tobias al sassofono.

Il risultato è un pop elegante e ipnotico, a tratti visionario – a tratti un po’ snob – che di certo non può piacere a tutti, soprattutto al primo ascolto. E che di certo non vuole piacere a tutti.

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Whitney – Forever Turned Around

Whitney

Francesco Amoroso per TRISTE©

Alcuni album sembrano nati per fare da colonna sonora a una stagione ben precisa: ci sono quelli uggiosi e autunnali, quelli sfrenati ed estivi, quelli perfetti per scaldare le gelide notti invernali. Esistono i dischi per l’alba, per il tramonto e quelli notturni, gli album per curare le ferite e quelli per lasciarsi andare.

Eppure le uscite discografiche di tutto questo se ne fregano e seguono molto raramente una logica che non sia di natura commerciale (o dettata dalla contingenza e dalle esigenze delle case discografiche).

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Belle And Sebastian – Days Of The Bagnold Summer

Days Of The Bagnold Summer

Francesco Amoroso per TRISTE©

Fino a qualche anno fa i fumetti venivano giudicati un prodotto sottoculturale, fatto per bambini e senza alcuna pretesa artistica, a volte addirittura diseducativi: chi, come me, ha qualche primavera sulle spalle ricorderà sicuramente di essere stato, almeno una volta, apostrofato da un genitore o da un nonno: “Ancora a perdere tempo a leggere i fumetti? Inizia a leggere libri veri”.

Sembra ieri. Eppure ne è passata di acqua sotto i ponti.
Da tempo, ormai, il fumetto ha cambiato target, rivolgendosi spesso agli adulti, è assurto a opera d’arte e il suo fratello più maturo, la (o il) Graphic Novel (cui, però, i veri appassionati di fumetti non riconoscono un’autonomia rispetto al fumetto in genere) è pressoché unanimemente equiparato alla letteratura.

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