Lou Richards – Good Woman

Lou Richards

Francesco Amoroso per TRISTE©

Da un po’ di tempo a questa parte gli autunni romani sono piuttosto secchi, ma quest’anno sembra che le cose stiano andando diversamente. Adesso, infatti, come è già accaduto spesso in questi giorni, piove.
Quando ho la fortuna di non avere impegni che mi impongano di uscire, riesco ancora ad amare la pioggia, come facevo da bambino: la tranquillità, il tepore e la sicurezza che mi infonde starmene chiuso tra quattro mura, mentre fuori infuria il temporale, mi riportano ai pomeriggi fatti di plaid sulle gambe, latte e Oro Saiwa e tv dei ragazzi.
Adesso, magari, preferisco un tè e un po’ di musica (ma gli Oro Saiwa vanno ancora bene), ma la sensazione rimane in qualche modo la stessa.

È in momenti come questo che sarebbe bello mi venisse a fare visita qualche amico, con il quale condividere un tè caldo, il tepore della mia casa e qualche melodia senza tempo.

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Candy – Under The Weather

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

L’Inverno non lo fa tanto il freddo, quanto le giornate uggiose.

O almeno questo è quello che ho nella mente quando immagino questa stagione in città: le giornate, soprattutto quelle festive, dominate dalla pioggia e dall’umidità.

E la tentazione di rimanere in camera sotto le coperte.

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AA. VV. – Some Sort of Secret Sign • A Tribute to Sarah Records

some sort of secret sign

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ammetto di essere nato, almeno musicalmente, in un’epoca in cui non solo la fruizione della musica ma anche la critica musicale erano basate molto di più sulle emozioni e sui sentimenti che non sul valore intrinseco delle canzoni e sulle capacità tecniche dei suoi esecutori. I tempi sono decisamente cambiati. Forse in meglio, non ne ho idea.
Tuttavia l’escludere i sentimenti e le emozioni da un discorso critico più ampio porta ad un livellamento (a mio modestissimo avviso verso il basso) della proposta musicale: basterà, seppure non sia poco, avere buone capacità tecniche, una struttura professionale alle spalle e un’ottima macchina promozionale e il gioco è fatto. La volontà di trasmettere qualcosa, che sia un’idea, una sensazione, un’atmosfera, è ormai, evidentemente, in secondo piano.

La conseguenza diretta di tutto ciò è, inevitabilmente, che Rihanna, che ha comunque alle spalle compositori di livello – provate ad ascoltare le reinterpretazioni della sua (è di Mikky Ekko in realtà) “Stay” fatte dai Low e da Cat Power – sia nella stessa categoria di Soap&Skin, che si disquisisca dottamente delle basi (notevolissime senza dubbio) di Young Signorino per molto più tempo di quello che, invece, si dedica ad approfondire i testi di Julia Holter.

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Sara Forslund – Summer Is Like a Swallow

Peppe Trotta per TRISTE©

Accogliente come il mare quieto dell’Inverno, rinfrancante come i raggi del Sole che si fanno strada attraverso un malinconico cielo grigio.

Sa essere rimedio universale il suono, sia che si presenti come semplice riverbero ambientale o che si riveli quale strutturato flusso armonico minuziosamente cesellato. Attraverso di esso si possono costruire rifugi inattaccabili in cui conservare intatte le proprie emozioni, ma per riuscirci è necessario che a scolpirlo sia un animo sensibile, incline alla bellezza.

Non sono quindi molti coloro che possono perseguire tale intento, ma tra questi possiamo certamente includere Sara Forslund.

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