Sara Forslund – Summer Is Like a Swallow

Peppe Trotta per TRISTE©

Accogliente come il mare quieto dell’Inverno, rinfrancante come i raggi del Sole che si fanno strada attraverso un malinconico cielo grigio.

Sa essere rimedio universale il suono, sia che si presenti come semplice riverbero ambientale o che si riveli quale strutturato flusso armonico minuziosamente cesellato. Attraverso di esso si possono costruire rifugi inattaccabili in cui conservare intatte le proprie emozioni, ma per riuscirci è necessario che a scolpirlo sia un animo sensibile, incline alla bellezza.

Non sono quindi molti coloro che possono perseguire tale intento, ma tra questi possiamo certamente includere Sara Forslund.

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Alpaca Sports – From Paris With Love

ER-1232

Francesco Amoroso per TRISTE©

“I wish spring would last forever” cantano I giapponesi Wallflower in una delle canzoni più solari e amabili dell’estate che si sta spegnendo (è la seconda volta che li cito in una recensione, senza però averli recensiti…dovrei provvedere).

E, per usare una metafora abusatissima, che cos’è l’adolescenza se non “la primavera della vita”? E chi non ha desiderato, almeno ogni tanto, che durasse per sempre?

Credo che la mia (insana?) passione per quel pop che viene definito (in maniera vagamente dispregiativa) Twee Pop sia in larga parte dovuta alla struggente nostalgia per quella stagione della vita nella quale si cambia, si cerca all’interno di noi un equilibrio, ci si crogiola nei propri sogni (non ancora infranti), con la voglia di crescere e vedere che cosa ci riserverà il futuro, persi tra stimoli nuovi, emozioni, pensieri, ansie e insicurezze. Diventando adulto (invecchiando?) questa insana passione non si è affatto placata e, anzi, costantemente l’ascolto di indie pop dalle caratteristiche adolescenziali è fonte di conforto e sollievo.

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Holy Now – Think I Need The Light

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Tutte queste feste, i pranzi, i ponti, le bevute, i parchi, le birre e i cicchetti…ne esco sempre un po’ provata, mai veramente riposata.

Quindi questa volta mi dico “PIUTTOSTO LAVORO”, e così è.

E mentre Roma si svuota (ma apparentemente solo dei miei amici perché i locali sono pieni di persone festanti) mi sento un po’ persa. Forse è il caldo improvviso o il principio di ustione sulle spalle, ma un senso di malinconia si insinua leggero. Il caldo arriva veloce e l’euforia che si porta appresso bisogna saperla gestire.

Nel dubbio se tuffarmi o meno nell’ennesima adolescenza estiva, il primo disco degli Holy Now mi viene in aiuto.

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Jens Lekman – Life Will See You Now

Fiamma Giuliani per TRISTE©

L’estate è la mia stagione preferita: amo il caldo, la luce fino a tardi, il sole, i colori vivaci della natura.

Amo l’atmosfera festosa delle giornate estive, mi fa sentire spesso di buonumore. Di conseguenza, in estate tendo anche ad ascoltare musica più allegra rispetto ai miei soliti standard.

Life Will See You Know, quarto album di Jens Lekman, segna il ritorno del cantautore svedese dopo 5 anni. E’ uscito in inverno ma mi ha fatto subito pensare all’estate.

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Barbarisms – Browser (+ intervista con Nicholas Faraone)

Piangere è la prima cosa che facciamo quando veniamo al mondo. Ma se quelle prime lacrime sono dovute alla meccanica dell’espansione degli alveoli polmonari in seguito alla prima immisione di aria (sezione TRISTE© for science), nel crescere il pianto è comunemente associato alla sfera dei sentimenti.

In genere lo leghiamo alla tristezza, al dolore. Ma il pianto è in verità sintomo di qualcosa che ci ha toccato molto. Anche la gioia, se grande, può portare al pianto.

Certo è che le lacrime su un viso felice sono un’immagine particolare. Qualcosa di agrodolce, che comunque porta con se un po’ di malinconia. E a noi la malinconia piace un sacco.

Tears of joy.

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Small Feet @Unplugged In Monti @Black Market – Roma, 15/12/2015

Ah, le feste. Siamo ormai vicini alla pausa di fine anno e per chi come me tornerà a casa dai parenti comincia il periodo dei saluti.

Un doveroso saluto non potevo non farlo a tutti gli amici di Unplugged in Monti (organizzatori e pubblico), rassegna che ieri sera ha chiuso il proprio 2015 in musica.

Per concludere in bellezza sono arrivati dalla Svezia gli Small Feet, che mi hanno permesso di salutare anche un “vecchio” amico.

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Cajsa Siik @Na Cosetta – Roma, 24/11/2015

Sicuramente Roma non è la città più comoda del mondo. Spostarsi da una zona all’altra spesso equivale ad una traversata oceanica che merita l’invio di una cartolina ai cari rimasti a casa.

Per questo non posso che apprezzare il fatto che a pochi passi da casa ci siano posti che permettono di ascoltare un bel live senza preoccuparsi per quanto sarà lungo il ritorno.

Ieri siamo tornati da Na Cosetta. Ad accoglierci c’era Cajsa Siik, e questo è il nostro racconto.

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