Andrew O’Hagan – Mayflies (Effimeri)

Francesco Giordani e Francesco Amoroso per TRISTE©

“And the words we sang were daft and romantic and ripe and British, custom-built for the clear-eyed young”

Approfittiamo della relativa bonaccia discografica, che in realtà già va increspandosi, ahinoi, per strappare un ultimo scampolo di parole da lasciare in memoria del nostro 2022.
Un anno, forse più del previsto, ricco di sorprese, eccitazioni e scoperte musicali (tutte più o meno documentate a dovere dalle nostre tradizionali classifiche decembrine), a cui si aggiunge, sul versante letterario, un libro che pare scritto proprio per “quelli come noi” e che, esattamente per tale motivo, merita di essere ricordato e custodito. E raccontato a chi ancora non l’ha letto.

Continua a leggere →

(Make Me A) TRISTE© Mixtape Episode 99: Marlody

Marlody

Marlody is from Ashford, Kent. When she was a girl, Marlody was one of the higher-achieving classical pianists of her generation, winning competitions and destined for greatness.  She hated it, and threw it all away.  In the intervening years, putting more and more distance between herself and her classical origins, she listened to Yo La Tengo and Shellac and a hundred other things that took music to new, untutored extremes. Marlody’s first album I’m Not Sure At All takes anxiety, weakness, fear – and turns them into strength: powerful melodies, the sweetest harmonies you ever heard, and lyrics that insist on the possibility of hope, without losing sight of the possibility of despair. Dominated by her extraordinary keyboard playing, Marlody’s songs are illuminated – and sometimes made sinister – by occasional bursts of programmed percussion, submarine bass and distant, chiming digital bells. These are deep, darkly beautiful pop songs which are strangely uplifting: they offer up their truths so calmly and are so generously wrapped in harmonies that they feel like gifts. I’m Not Sure At All is out now on Skep Wax.

Continua a leggere →

Belle And Sebastian – Late Developers

Francesco Amoroso per TRISTE©

“Demand me nothing. What you know, you know.
From this time forth I never will speak word.
“
(W. Shakespeare: Othello: Act 5, scene 2)

E’ più che probabile che non capisca nulla di musica. Mi sta bene e non contesterò alcuna eventuale affermazione in tal senso.
Ma mi sento di dire che capisco le persone. O meglio: ho la sensazione di capire se una persona è sincera e genuina o finta e calcolatrice. Credo di avere una certa sensibilità in questo campo e sarei pronto a mettere la mano sul fuoco sulla sincerità di uno come Stuart Murdoch.
E’ per questo (oltre al mio grande amore per loro) che, alle prime reazioni scomposte seguite all’uscita (a sorpresa) del nuovo singolo dei Belle And Sebastian (I Don’t Know What You See In Me, scritto con Wuh Oh, nome d’arte del producer e compositore scozzese Peter Ferguson), l’ho davvero presa sul personale e la mia prima reazione è stata quella di non dire una parola sull’argomento. Facciano loro, sanno quello che sanno.

Continua a leggere →

James Yorkston, Nina Persson And The Second Hand Orchestra – The Great White Sea Eagle

Francesco Amoroso per TRISTE©

“Come per tutti c’era stato un tempo in cui la bellezza era entrata in lui senza fare anticamera, ma tutto questo era stato nell’altra vita, quella in cui si è innocenti e si può credere a tutto, prima di scoprire che la bellezza nasconde sempre qualcosa di irrimediabile.”
(Davide Longo – Il caso Bramard)

Qualche giorno fa, nella libreria fornitissima di una casa che frequento (purtroppo) troppo saltuariamente, mi sono imbattuto in un titolo, Il Mito della Bellezza, che ha attirato la mia attenzione.
Forse perché vado blaterando, ormai da tempo immemore, della necessità della bellezza e della sua capacita di curare (o, quanto meno, lenire) i mali e le storture di questo mondo, leggendo, seppur molto superficialmente, la quarta di copertina di quel saggio (che è stato scritto oltre trenta anni fa e ha rappresentato, all’epoca, un testo fondamentale per il movimento femminista), mi sono chiesto se questo continuo richiamo alla bellezza non richieda qualche chiarimento, perché, effettivamente, la parola bellezza, in sé, vuol dire poco e spesso è utilizzata solo per designare l’avvenenza fisica che, benché sia ampiamente utilizzata in letteratura (e nella musica “leggera”) come esaltazione della persona amata, finisce per essere un’ulteriore forma di discriminazione, della quale non si sente, francamente, alcun bisogno.

Continua a leggere →

(Make Me A) TRISTE© Mixtape Episode 98: Nadine Khouri

Nadine Khouri (© Steve Gullick)

Nadine Khouri is a British-Lebanese independent musician & songwriter currently based in Marseille. Her first album, The Salted Air, was produced by John Parish (PJ Harvey, Aldous Harding, Dry Cleaning) in his hometown Bristol. A haunting collection of poetic meditations, with influences from shoegaze, film soundtracks & spoken-word, the album was included in Rough Trade’s Albums of the Year. Her new album Another Life was released on November 18th on Talitres. Recorded in London and Bristol again with John Parish and frequently touching upon themes of exile and disappearance, the album is set to a shifting sonic tapestry, taking in blues, fragile drum machine rhythms and sun-bleached 1970s Laurel Canyon rock.  Another Life’ is available now via Bandcamp, Rough Trade and Digitally.

Continua a leggere →