Lila Tristram And The Last Dinosaur – Black and White Memories Ignited by the Scent of Springtime Explode in Colour

Francesco Amoroso per TRISTE©

“The meeting of two personalities is like the contact of two chemical substances: if there is any reaction, both are transformed.”
C.G. Jung – Modern Man in Search of a Soul 

Contrariamente a quanto afferma Jung (forse l’ha detto direttamente in inglese) può capitare, qualche volta, che l’incontro tra due personalità in qualche modo affini, due anime, se vogliamo dirla in maniera poetica, non le trasformi automaticamente ma ne esalti le caratteristiche, le aiuti a sbocciare o a splendere in maniera più intensa.
E’ quanto è accaduto a Lila Tristram e Jamie Cameron, musicisti londinesi che condividevano già una certa attitudine malinconica, minimalista e intima verso la musica.
Non saprei dire come è avvenuto l’incontro tra Tristram e Cameron (principale artefice del magnifico progetto The Last Dinosaur), ma posso dirvi la data: il 25 maggio del 2019.
Posso, poiché il lungo brano che chiude il loro emozionante EP collaborativo ha come sottotitolo Recollections on the Day We First Met, 25th of May 2019.

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Alliyah Enyo – Echo’s Disintegration

Francesco Amoroso per TRISTE©

Una premessa è doverosa: questa non è una recensione. Non che le altre cose che scrivo qui lo siano in maniera incontrovertibile, ma, quando le scrivo, l’intento neanche tanto velato sarebbe quello. In questo caso non ci provo neanche. Non ho gli strumenti adatti, né la cultura adeguata, né, tantomeno la voglia.
Forse mi sto spingendo troppo oltre, in territori per me non troppo esplorati e avrei fatto meglio a raccontare dell’ennesimo disco folk o jangle pop (ce ne sono tanti di cui mi piacerebbe ancora parlare e che meriterebbero) oppure, giusto per attirare qualche click o qualche polemica (che poi fanno sempre un sacco di click) avrei potuto scrivere una bella classifica dei migliori dischi di una decade a caso.
Ma sento il bisogno di rischiare e proverò a parlare di Echo’s Disintegration, la prima testimonianza incisa dell’arte della giovane musicista di Leeds (trapiantata a Edimburgo) Alliyah Enyo.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 95: Dylan Mondegreen

Dylan Mondegreen (©Julie Pike)

Dylan Mondegreen is the alias of Børge Sildnes (“Mondegreen means misheard lyrics, and well, a Dylan mondegreen refers to misheard Bob Dylan lyrics. It wasn’t my intention that people should believe it’s a person’s name, but it seems like most do. I think the name says something about the beauty of pop music; that it doesn’t need to be understood or analyzed.“), Norwegian singer and songwriter whose debut album, While I Walk You Home, was released 2007. The second album, The World Spins On, was released in 2009 and in 2012 Mondegreen released a third, self-titled album on Shelflife Records, co-produced and mixed by Ian Catt, best known for his work with Saint Etienne, The Field Mice and other bands on the Sarah Records label. Every Little Step was released in April 2016, again for Shelflife Records, while his latest album, A Place In The Sun, came out in 2018, also produced by Ian Catt. After almost four years of silence, in 2022 remixes of Keeper of Secrets (by Ian Catt) and The Heart is a Muscle (by Invisible Twin/Shoestrings) saw the light and two new singles came out, A Sound Rings True and To Change Your Heart, both of which could be included in a new album coming out next year.

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The Cribs – Live at the Cavern

Tiziano Casola per TRISTE©

Questa notte a Liverpool/ Tra di voi/ Non sarà certo l’ultima/ Perché so che tornerò” cantava Ricky Shayne in “Vi saluto amici mods” e, a giudicare dall’andazzo della canzone, ho la netta impressione che Liverpool se la immaginasse come una sorta di costiera amalfitana del rock. Probabilmente perché erano gli anni del boom economico, dunque tutto ciò che parlava inglese appariva migliore e poi, banalmente, se da Liverpool arrivava una cosa così fantastica come i primi Beatles, doveva allora trattarsi di un posto bellissimo… E invece no, Liverpool è una schifezza, come la maggior parte delle città inglesi. Credo occupi il secondo o terzo posto nella classifica dei luoghi più spaventosamente disagiati che io abbia mai visitato (e badate bene che le altre due città sullo stesso podio sono comunque inglesi).

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Sophie Jamieson – Choosing

Francesco Amoroso per TRISTE©

Sophie Jamieson arriva da Londra e scrive canzoni intime, fragili, viscerali e disperatamente oneste.
Forse, nel leggere una presentazione del genere, avrete pensato che, in fondo, non ci sono particolari novità e che di giovani musiciste che cantano indossando il proprio cuore sulle maniche* (dovrei dire “cantano con il cuore in mano”, ma la traduzione letterale dell’espressione inglese, amata da Shakespeare, mi sembra decisamente più d’effetto) ce ne sono tante.
Allora vi avverto subito: Sophie Jamieson eleva queste caratteristiche all’ennesima potenza.
Quando ho avuto occasione di parlarle (sempre grazie a Rockerilla!), mentre mi raccontava, con estremo candore, le vicissitudini che hanno preceduto (e ritardato) l’uscita di Choosing, il suo album d’esordio, più volte ho avuto la sensazione che Sophie si trovasse sull’orlo della commozione, che la sua confessione fosse così emotivamente sentita che proseguire le pesasse. Eppure le sue risposte hanno continuato ad arrivare, sincere, dirette, crude. A costo di farsi male.

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