H. Hawkline – In the Pink of Condition

Avere una connessione internet che salta in continuzione è qualcosa di fastidiosissimo. Sarebbe meglio non funzionasse del tutto. Perchè così tu non ci proveresti nemmeno a connetterti. Invece così ti illudi di poter fare qualcosa, e mentre cerchi di guardare l’ennesima inutile stronzata la connessione salta di nuovo.

Ed imprechi. Non solo perchè stai pagando Fastweb che è diventata peggio dell’Acea (mia vecchia e ancora presente nemica), ma anche perchè sai che non spegnerai il computer, ma aspetterai quegli altri 20 secondi utili per caricare la seconda metà della pagina.

Fortunatamente ho un giradischi e almeno la musica continua ad andare senza (troppi) singhiozzi.

HHawkline_InThePinkofConditionHuw Gwynfryn Evans (il nome dietro il progetto H. Hawkline) è un artista estremamente versatile e variegato. Dentro i suoi dischi si può trovare un po’ di tutto: distorsioni, groove, psichedelia, atmosfere e liriche slacker e (voglio azzardare) anche un po’ di quell’effetto piacevolmente straniante che mi fa scomodare “intoccabili” come i Talking Heads.

Ma poi, alla fine, se vogliamo andare a vedere cosa ci attira di più dei pezzi di questo musicista gallese (eh sì, un nome praticamente privo di vocali come “Gwynfryn” poteva aiutare nell’intuire i natali del signor Evans) è la sua evidente tendenza al songwriting e al pop.

Uno “strange pop” come lui stesso lo definisce, è vero, ma capace comunque di arrivare diretto come solo le ottime melodie sanno fare. E queste sue capacità si mostrano pienamente nel nuovo In the Pink of Condition, a nostro avviso il suo miglior disco. Almeno finora.

Un disco in cui troviamo lo zampino di un’altra gallese di grandissime doti, Cate Le Bon. Un disco fatto di 12 pezzi tutti estremamente interessanti, con alcune punte davvero alte: il singolo Moons In My Mirror, il tocco british mescolato allo slacker americano di Spooky Dog, la conclusiva Back in Town e la mia preferita, la bellissima e beatlesiana Concrete Coloured Clothes sono tutti esempi della bravura di questo artista e al tempo stesso della sua versatilità.

Un disco da scavare a fondo e da ascoltare più volte, per apprezzarne tutte le sfumature. Magari comprandolo, perchè se la vostra connessione internet è come la mia, il nervosismo potrebbe alterare il vostro ascolto

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One thought on “H. Hawkline – In the Pink of Condition

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