Cate Le Bon – Reward

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

“In Galles ci sono più pecore che persone”

Così mi disse qualche anno fa, senza nessuna intenzione ironica, il tassista che mi stava portando in albergo ad Aberystwyth, città universitaria sulla foce dell’Ystwyth (appunto). In quel viaggio di lavoro non me ne resi molto conto, ma forse l’abilità che potei riscontrare nei gallesi nel cucinare gli ovini mi avrebbe dovuto far prendere sul serio le parole (a tratti incomprensibili) del mio autista.

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H. Hawkline – I Romanticize

Sara Timpanaro per TRISTE©

Molto spesso capita che la notte prima di addormentarmi faccia dei discorsi tra me e me, e puntualmente non ho la forza, anzi la voglia, di alzarmi dal letto per prendere la penna e annotarli. Maledetta pigrizia, maledette ore piccole.

Anche per questa review avevo pensato ad un discorso, che sembrava pure parecchio brillante, sulle parole e l’amore, e su che fine fanno quelle parole che diciamo quando siamo innamorati. Poi ho pensato alla sublimazione e all’arte: salvaguardare proprio quelle parole che crediamo di perdere dopo la fine di una storia. Mal di testa?

Vi capisco.

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Cate Le Bon – Rock Pool

catelebon_rockpoolVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Se c’è una cosa che non sopporto sono quei gruppi smaccatamente “retromani” che non riescono a staccarsi di un centimetro da riferimenti (seppur di massimo rispetto) di molti anni addietro.

Certe cose hanno avuto un senso proprio perchè nate in determinati contesti e periodi. E un artista deve, a mio avviso, essere in parte anche interprete dei propri, di tempi.

E poi c’è Cate Le Bon.

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TRISTE© #Roma – Top 10 (+1) 2016

top102016_tristeromaVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Tra le mie varie fisime (di cui tra l’altro non vi parlo da un po’…prometto di rimediare nel futuro) quest’anno si è aggiunta quella di essere affetto, precocemente, da malattie neurodegenerative che stanno intaccando la mia memoria.

Al netto del fatto che (come al solito) probabilmente ho sbagliato diagnosi, rimangono i sintomi (come dice Woody Allen “non sono un ipocondriaco, sono un allarmista”). E questo non è il massimo quando devi fare delle liste.

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Cate Le Bon – Crab Day

Sono in ritardo. Sono sempre in ritardo. Non che io sia una persona ritardataria. Anzi. Faccio di tutto (e riesco quasi sempre) ad essere perfettamente in tempo. Il problema è che inizio a prepararmi tardi. O rimando fino all’ultimo secondo le cose.

Fossi come il mio amico Giacomino, non sarebbe un problema: prenderei il ritardo con leggerezza e non mi preoccuperei. Io invece lo vivo male. E mi ammazzo per riuscire a rispettare le scadenze.

Questa volta però, non ce l’ho fatta.

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H. Hawkline – In the Pink of Condition

Avere una connessione internet che salta in continuzione è qualcosa di fastidiosissimo. Sarebbe meglio non funzionasse del tutto. Perchè così tu non ci proveresti nemmeno a connetterti. Invece così ti illudi di poter fare qualcosa, e mentre cerchi di guardare l’ennesima inutile stronzata la connessione salta di nuovo.

Ed imprechi. Non solo perchè stai pagando Fastweb che è diventata peggio dell’Acea (mia vecchia e ancora presente nemica), ma anche perchè sai che non spegnerai il computer, ma aspetterai quegli altri 20 secondi utili per caricare la seconda metà della pagina.

Fortunatamente ho un giradischi e almeno la musica continua ad andare senza (troppi) singhiozzi.

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Glastonbury 2014

Come ho (abbiamo?) menzionato qualche volta, la settimana scorsa ero a Glastonbury. Quello che viene definito da molti come il più bel festival del mondo (se la gioca col Coachella) non è un semplice festival, ma un’esperienza di vita.

Lo dico col ghigno di chi ci è stato due volte e con la consapevolezza che fare glamping a Glastonbury non è da tutti. Si, non ho scritto camping, perché in fondo in fondo, sono un signorotto: non ho campeggiato assieme alle 300.000 persone presenti al festival, ma l’ho fatto nel giardino di casa di Michael Eavis, avendo piena disponibilità del bagno della casa. Glamorous camping, glamping per gli amanti dei neologismi.

Ma a parte questo, Glastonbury è ben altro.

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