Gruff Rhys – Babelsberg

Francesco Giordani per TRISTE©

Ce ne vorrebbero a migliaia, a centinaia di migliaia, di artisti come Gruff Rhys, in questo mondo. Oggi più che mai, probabilmente.

Il gallese, noto ai più come voce e onirica penna dei Super Furry Animals, in venticinque anni suonati (in ogni senso…) di più che stimabile carriera, ha viaggiato in lungo e in largo, dentro e fuori lo spartito, a piedi o con la testa, nei vastissimi, imprevedibili, territori del verosimile; spesso e molto volentieri sconfinando anche parecchio più in là ma sempre guidato dalla scintilla di una visione benevola, pulsante, totalmente gallese, che più gallese davvero non si potrebbe.

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Elle Mary and The Bad Men – Constant Unfailing Night (Intervista)

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

I propri ricordi e il modo in cui ci rapportiamo ad essi costituiscono un parte integrante del nostro modo di essere.

Semplificando (molto) il pensiero degli empiristi inglesi (vi ricordate di Locke, Berkeley e Hume?) potremmo dire che siamo quello che abbiamo vissuto.

Ma non solo: proprio quello che abbiamo vissuto ci aiuta a cambiare ed essere diversi nel futuro.

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H. Hawkline – I Romanticize

Sara Timpanaro per TRISTE©

Molto spesso capita che la notte prima di addormentarmi faccia dei discorsi tra me e me, e puntualmente non ho la forza, anzi la voglia, di alzarmi dal letto per prendere la penna e annotarli. Maledetta pigrizia, maledette ore piccole.

Anche per questa review avevo pensato ad un discorso, che sembrava pure parecchio brillante, sulle parole e l’amore, e su che fine fanno quelle parole che diciamo quando siamo innamorati. Poi ho pensato alla sublimazione e all’arte: salvaguardare proprio quelle parole che crediamo di perdere dopo la fine di una storia. Mal di testa?

Vi capisco.

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Bendith – S/T EP

bendith_epGiulia Belluso per TRISTE©

Quando ero bambina ricordo che insieme a mio fratello passavamo interi pomeriggi a progettare e erigere vere e proprie fortezze.

Spostavamo i letti, prendevamo tutti i cuscini di casa e qualche peluche per definire l’altezza del feudo e con lenzuola e coperte creavamo passaggi segreti e tetti del nostro impero.

Immaginavamo persino di avere il perimetro circondato da un fossato pieno di coccodrilli per ostacolare gli assalitori e ogni volta che dovevamo uscire ci affidavamo al nostro solido e ben costruito ponte levatoio interamente creato da morbini cuscini in piuma d’oca.

Quando si è piccoli si ha una fantasia dolce e bizzarra.

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Cate Le Bon – Crab Day

Sono in ritardo. Sono sempre in ritardo. Non che io sia una persona ritardataria. Anzi. Faccio di tutto (e riesco quasi sempre) ad essere perfettamente in tempo. Il problema è che inizio a prepararmi tardi. O rimando fino all’ultimo secondo le cose.

Fossi come il mio amico Giacomino, non sarebbe un problema: prenderei il ritardo con leggerezza e non mi preoccuperei. Io invece lo vivo male. E mi ammazzo per riuscire a rispettare le scadenze.

Questa volta però, non ce l’ho fatta.

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Joanna Gruesome – Peanut Butter

Ci sono cose che alterano inevitabilmente il mio umore. Tipo l’Acea che non si accorge per due anni che mi ha cambiato il contatore e continua a mandarmi bollette riferite al vecchio (per i fan delle mie peripezie con l’Acea: magicamente tutto si è risolto). Tipo l’incapacità di fare uno scheduling preciso delle corse da parte dell’Atac.

Tutto questo (e molto altro) genera in me due sentimenti opposti: da un lato vorrei riuscire ad incazzarmi sul serio, dall’altro vorrei essere come il mio amico Giacomino che riesce a farsi scivolare addosso le cose e vivere sereno.

Ovviamente non sono in grado di mettere in pratica nessuna delle due alternative. Riesco solo a far aumentare la gastrite.

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H. Hawkline – In the Pink of Condition

Avere una connessione internet che salta in continuzione è qualcosa di fastidiosissimo. Sarebbe meglio non funzionasse del tutto. Perchè così tu non ci proveresti nemmeno a connetterti. Invece così ti illudi di poter fare qualcosa, e mentre cerchi di guardare l’ennesima inutile stronzata la connessione salta di nuovo.

Ed imprechi. Non solo perchè stai pagando Fastweb che è diventata peggio dell’Acea (mia vecchia e ancora presente nemica), ma anche perchè sai che non spegnerai il computer, ma aspetterai quegli altri 20 secondi utili per caricare la seconda metà della pagina.

Fortunatamente ho un giradischi e almeno la musica continua ad andare senza (troppi) singhiozzi.

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