Anna Tivel – Heroes Waking Up

Giulia Belluso per TRISTE©

Ogni mattina la sveglia suona (forse anche troppo) puntuale.

Apro gli occhi, fisso il muro per qualche minuto, mi dirigo verso la cucina (in testa canticchio una canzone), degusto un ottimo espresso.

Mi lavo. Già so che impiegherò un’eternità per truccarmi, lascio che mia madre mi “attacchi” con la sua parlantina mentre continuo a prepararmi, inciampo sempre nello stesso punto, così, ogni mattina ricordo di dover comprare delle pantofole della mia taglia.

Nel mio quotidiano c’è sempre una melodia che mi suona nella testa, o forse sono io a essere un po’ suonata, ma di sicuro le dolci note di Anna Tivel sarebbero una perfetta colonna sonora di sottofondo.

AnnaTivel_HeroesWakingUpAnna è una giovane cantautrice proveniente dalla zona montuosa dello stato di Washington (emigrata da poco a Portland), un’artista in tour a livello nazionale con un profondo amore per le storie silenziose. Nel 2015 è stata una dei sei vincitori del contest per songwriter a Kerrville, cominciando a ritagliarsi un posto per se stessa nel mondo della musica.

Heroes Waking Up è il suo terzo lavoro, composto di undici canzoni dalle atmosfere folk, ricche di una poesia dai colori plumbei, melodie che prendono colpi di scena inaspettati, voci sussurrate e estrema cura per i piccoli dettagli. E per le piccole cose.

Infatti Anna in molti dei suoi testi rievoca temi e oggetti che sono familiari a tutti noi, lasciando che il disco si modelli in un bellissimo album di riflessioni sulla vita (quotidiana), invitando l’ascoltatore ad un momento di raccoglimento.

Come in The Lines And The Tide dove la Tivel ci invita a ricordare i modi in cui commemoriamo i nostri cari perduti, o in Black Balloon in cui un uomo enigmatico sfida una tempesta (reale o metaforica poco importa) senza volersi allontanare dalla sua casa.

Heroes Waking Up è stato prodotto da Austin Nevins (che ha suonato con artisti del calibro di Josh Ritter, Anais Mitchell e The Mountain Goats) e grazie alla collaborazione di una piccola band, sono riusciti a rimpolpare e perfezionare con parti ritmiche e accordi di banjo, lap steel e pump organ (organetto) questo fantastico album.

Anna Tivel canta senza mai alzare il volume, facendo riemergere la bellezza e la centralità del folk (che non cerca mai di essere qualcosa che non è) solo grazie al tono della sua voce, dotata di una forza gentile in grado di incantare con semplicità, sfruttando il contrasto della chitarra, che contribuisce a creare un’atmosfera ultraterrena (quasi) inquietante, e la sua voce dalla qualità eterea.

Che si tratti di armonie vocali, chitarre acustiche o percussioni, Anna riesce a catturare e descrivere perfettamente la quotidianità in chiave folk, sussurrando all’ascoltatore le immagini del mondo tradotte in un suono.

Ed io quel suono lo riproduco ogni mattina, pensando a delle nuove pantofole.

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