Joe Sampson – Songs of Delay

joesampson_songsofdelayGiulia Belluso per TRISTE©

Settembre è un mese bellissimo.

Il caldo torrido comincia ad allentare la propria morsa e le giornate sempre più fresche si accorciano lentamente, minuto dopo minuto. Purtroppo è anche il mese in cui veniamo di nuovo travolti dalla frenesia della vita di tutti i giorni: accompagna la nonna, corri al supermercato, compra un biglietto aereo, ricordati di riprendere la nonna, non percorrere le vie intasate dal traffico e (magari) vola al concerto.

La frenesia di settembre è come il caldo appiccicaticcio di agosto: non te ne liberi facilmente. A meno che nella playlist musicale che hai in macchina ci sia l’imperscrutabile delicatezza di musicisti come Joe Sampson.

Questo fantastico, inafferrabile artista dai toni spirituali sembra essere già ben noto alla comunità musicale di Denver, CO (da cui prende i natali) e, dopo anni di distribuzione amatoriale della sua musica, è pronto a rilasciare il suo debutto ufficiale.

Le melodie che compongono questo EP vanno dalla nuda semplicità creata da una chitarra e un dolce basso, alla magia sottile di un tamburello (Dream on),  fino ad arrivare ad un oscuro mistero reinventato da una voce in doppio tracciato grazie alla collaborazione di Nathaniel Rateliff (Song Bird).

Songs of Delay è un EP affascinante, nel quale le melodie ricordano i toni tristi di Nick Drake e Leonard Cohen, lasciando che le delicate composizioni trovino la loro strada nel subconscio di ogni ascoltatore, senza mai essere eccessivamente invadenti.

I testi che accompagnano queste cinque concise tracce sembrano essere ricchi di significato frammentato, di mistero celato, a volte delicati, altre pieni di disprezzo nei confronti di una ex amante o forse solo colmi di una grande frustrazione. Tra tutte colpisce subito My Love, una canzone contemplativa, nella quale la tristezza canta al cuore ciò che sente, lasciando all’ascoltatore il compito di scrutare interiormente se stesso, per poco meno di due minuti.

Il folk proposto da Joe è un folk magico, avvolgente e non basterebbe tutta la frenesia di questo mondo, per distogliere la mia attenzione da questo ipnotico artista. Settembre è un mese bellissimo, perché la musica addolcisce il suo ritmo frenetico senza spegnersi mai.

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