Courtney Barnett – Tell Me How You Really Feel

Sara Timpanaro per TRISTE©

Quando incontriamo qualcuno, generalmente dopo il ciao segue sempre il come stai.

Ma difficilmente diciamo come ci sentiamo e quello che proviamo realmente, ci limitiamo a dire un semplice “bene”, anche quando, a volte, saremmo molto propensi nel rispondere il contrario.

Cosa fa di un narratore un buon narratore? La sua totale semplicità e naturalezza nell’entrare in contatto con delle parti più oscure e malinconiche di sé? Riuscire ad esprimerle senza preoccupazioni?

Tutti questi elementi, credo. Perché in fondo esporsi non sempre è indice di qualcosa di negativo.

Courtney Barnett in questo momento incarna perfettamente questa immagine: poetessa della nostra generazione, sfacciata, ironica, sincera ma soprattutto brava! Il suo ultimo lavoro Tell Me How You Really Now (a poca distanza dall’ottima collaborazione con Kurt Vile dello scorso anno) è diventato un vero e proprio diario “live” nel suo sito web ufficiale, fatto dei pensieri, delle sensazioni e delle emozioni dei suoi fan, che liberamente possono scrivere come si sentono e cosa sentono.

I temi trattati nei suoi testi, come sempre, variano molto. In questo disco abbiamo una Courtney anche più impegnata del solito: per esempio in Nameless, Faceless viene messa allo scoperto la moderna misoginia, attraverso le parole parole della poetessa e scrittrice canadese Margaret Atwood ”Men are afraid that women will laugh at them; women are afraid that men will kill them”.

Si evidenzia anche la frustrazione di quella speranza che sta sempre più svanendo, portando ad un senso di inutilità della vita, quel senso di vuoto che ha deciso di non mollare una bella fetta di generazione. Ma Courtney Barnett fa eco a tutte le sue buone risorse e le trasforma in cassa di risonanza, mettendole per iscritto e dandoci un grande messaggio d’amore come in Hopefulness: “No-one’s born to hate – we learn it somewhere along the way”.

Così si apre il suo ultimo lavoro, niente di più vero e sincero sotto questo cielo, che sempre più spesso regala scenari di violenza che diventano sempre più consueti, modificando le nostre reazioni da indignati ad indifferenti, come ci ricorda in Sunday Roast: “I know you’re doing your best, I think you’re doing just fine”.

Si tratta della semplicità di condividere con una comunità di persone l’aspetto premuroso ed amorevole dell’amicizia. Ma forse più che “come stai?” dovremmo imparare a chiedere e chiederci “come ti senti?”. Sarebbe molto più facile entrare in connessione con parti più intime e sincere di noi e dire veramente cosa proviamo.

A Catania, nella mia città, invece di dire come stai usiamo spesso il termine “com’è?”, che è un insieme di come stai, come ti senti, cosa provi, dove ti trovi in questo momento della tua vita, a cosa stai pensando…etc…etc…

Courtney Barnett invece si conferma nuova musa e poetessa, intensa, ammaliante, struggente, arrabbiata. In poche parole viva!

 

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