Francesco Amoroso per TRISTE©
“Può una voce poco più che ventenne trasmettere il dolore di una vita vissuta pericolosamente, la passione che un cuore in inverno ha provato e perduto, le sigarette fumate in una lunga vita? Se ritenete che la risposta sia no, allora non avete ascoltato la voce di Micah Paul Hinson. Non è un caso che le corde vocali del giovane cantautore del Tennessee riescano a trasmettere tutto ciò: Micah, infatti, prima di arrivare ai vent’anni, aveva già alle spalle una biografia degna di un vissuto outlaw.”
Così iniziava, quasi nove anni fa, il mio tentativo di raccontare la carriera di uno dei cantautori americani più amati degli ultimi tempi, almeno in Italia.
Era almeno un decennio, in quel momento, che Hinson, con cadenza biennale circa, ci raccontava della sua vita e dei suoi affanni e, fino ad allora, non aveva perso un colpo. Anzi: sei album e sei colpi dritti al centro del petto.




