This Is The Kit – Off Off On

Peppe Trotta per TRISTE©

Malumore ed incertezza sono di sicuro sensazioni molto diffuse in questo complicato momento storico, riflesso di una situazione quanto mai instabile e colma di tensione.
Ogni aspetto del vivere è coinvolto e stravolto da questo oscuro vortice che ci sta investendo ed è quindi quasi fisiologico che tanta produzione creativa di questo ultimo anno sia proiettata verso orizzonti tetri risultando pervasa da incombente inquietudine.

Eppure, forse, avremmo bisogno di luce, di qualcosa che pur non negando la difficoltà del quotidiano sappia infondere energia e calore, elementi necessari per non soccombere.

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Travis – 10 Songs

Francesco Giordani per TRISTE©

Per il loro decimo disco in venticinque anni di carriera, i Travis si e ci regalano dieci nuove canzoni tonde tonde, come da apodittico titolo. Canzoni che paiono quasi, già ad un primissimo ascolto, vecchi inediti ritrovati magicamente fra le carte e gli appunti della band scozzese, tanta è la leggerezza che bacia dalla prima all’ultima nota gli spartiti di questo album, scritto interamente dal leader Francis Healy a Los Angeles (dove risiede da anni) e poi registrato a Londra per le cure dell’esperto Robin Bayton.

Ascoltando le magnifiche Valentine (tra le più travisiane prima maniera), A Ghost, Waving A Window, Kissing in The Wind, la folkeggiante The Only Thing (in duetto con la fan d’eccezione Susanna Hoffs delle Bangles) davvero non riesco a trattenere un sentimento di totale abbandono elegiaco a stagioni della vita più clementi dell’attuale.

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Beabadoobee – Fake It Flowers

Emanuele Chiti per TRISTE©

Pochissimo tempo fa ho avuto modo di parlare del nuovo album di Bully, Sugaregg, su queste stesse pagine virtuali, facendo riferimento tra le righe al grande successo social della musica di Beabadoobee, al secolo Beatrice Kristi Laus.
Un successo fatto di visualizzazioni e passaggi in streaming che hanno reso la cantautrice britannica di origine filippina in breve tempo una star del web e non solo.

Classe 2000, quindi pienamente appartenente alla cosiddetta Generazione Z di cui incarna in pieno peculiarità sia estetiche che di fruizione della propria arte.
La “novità” di Beabadoobee è stata quella di riportare in auge delle sonorità che riportano totalmente agli anni ’90, dalla prima all’ultima intuizione e nota.

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The Luxembourg Signal – The Long Now

Francesco Amoroso per TRISTE©

Quante cose ci sarebbero da dire.
Quanti argomenti “seri” e vitali da affrontare.
Quanto può sembrare futile, in queste circostanze, tornare a parlare di argomenti non “essenziali”.
Eppure, a prescindere dal fatto che sarebbe sempre opportuno parlare solo di ciò che si conosce, è proprio in momenti come questo che le cosiddette attività “non essenziali”, quelle cioè che non sarebbero utili alla stretta sopravvivenza, secondo una concezione della vita strettamente legata all’economia, al mercato e alla produzione, assumono un’importanza straordinaria, vitale.

E, allora, senza la presunzione di avere risposte a tutte le domande che spontaneamente e inevitabilmente ci arrivano alla mente, proviamo a parlare ancora di musica.
Del resto è per questo che siamo qui. Le risposte e ciò che riguarda le attività “essenziali” potete (forse) trovarle altrove.

Parliamo di musica (registrata, naturalmente, perché di quella dal vivo chissà quando potremo parlare di nuovo), parliamo del terzo lavoro di The Luxembourg Signal.

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James Blake – Before

Carlotta Corsi per TRISTE©

Per me scrivere è diventata una cosa non sono naturale, ma anche fondamentale.
Da tempo ho notato che per nutrire bene le mie parole e le mie strofe, spesso, ho bisogno di attraversare un po’ di tristezza, un po’ di blue e, di certo, ne ho sempre avuti a volontà di questi momenti, forse talmente tanti che l’abitudine mi ha portata in qualche occasione a provocarmi un po’ di solitude estate, cosicché da riuscire a fluire nel modo più ricco possibile i miei pensieri in lettere.

Mi ci sono un po’ persa e tante paure, insicurezze, si sono annidate troppo bene e, da quando sono più serena e felice credo di aver perso la Sexton in me.
E sì, sono così spaventata a volte nell’essere tanto felice quanto lo sono ora, che mi sforzo di dire che le cose tutto sommato potrebbero andare meglio. “I’m not the sum of all my worries / And I’m not the sum of yours /I’m not the summer of 2015/ But I can be the summer of now” ed ecco che James Blake non solo mi scioglie quel groviglio di nervi che porto 24/24 ma anche quella piccola nuvola nera sul cuore.

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