Kamaal Williams – Wu Hen

Carlotta Corsi per TRISTE©

Chi non ascolta musica jazz, spesso dice che per rilassarsi preferisce qualcosa di meno “classico e complicato”.

Tendenzialmente quando qualcuno me ne parla, chiedo sempre da quando vivere in un mondo che richiede analisi sia diventato obsoleto e, soprattutto, dove sta scritto che la musica si riduca al banale scopo di alleviare il peso dei pensieri.
Forse m’innervosisce questo approccio superficiale o, forse, credo ancora ingenuamente che le settime possano rendere il mondo un posto migliore.
Perché una cosa che non viene capita non dovrebbe essere ascoltata? Dove sta il nesso? Non è nella scoperta la sua intrinseca bellezza?

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Elvis Depressedly – Depressedelica

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Tra le varie problematiche collegate al coronavirus e al lockdown, si è forse troppo poco parlato delle ripercussioni psicologiche di questa forzata e prolungata clausura.

Fortunatamente siamo (quasi) arrivati ad una specie di ritorno alla normalità, in cui almeno gli aspetti sociali potranno essere ripresi con maggiore intensità e libertà. Ma per soppesare gli effetti di quello che abbiamo passato, come per l’economia, dovremo forse aspettare ancora qualche mese.

Voi cercate di recuperare il prima possibile il tempo perso.

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Greg Dulli – Random Desire

Emanuele Chiti per TRISTE©

La cosa più strana di questi giorni è questa: abbiamo tutto il tempo del mondo per ascoltare, leggere, vedere quello che vogliamo. Per tanto, troppo tempo che ci cade fra le mani, senza che noi possiamo fare nulla.

Una prova di forza e di resistenza mondiale, locale, personale. Ma questo tempo ci scivola fra le dita senza avere modo forse di focalizzarsi sulla quantità di input “creativi” che il mondo ci offre.

Allora viene a volte più facile, più confortevole, rifugiarsi nei vecchi amici di una vita. Quelli che puoi solo sentire per telefono o in una videochat. O quelli che puoi ascoltare in musica e versi.

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Grimm Grimm – Ginormous

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Era il 17 Febbraio. Sembra un secolo fa, vero?

Quella sera a Roma, nella sala concerti del Klang, arrivava Koichi Yamanoha (in arte Grimm Grimm) per portare in tour Ginormous, il terzo album del suo progetto che sarebbe uscito da lì a pochi giorni.

Chi l’avrebbe detto che sarebbe stato (speriamo solo per ora) uno degli ultimi concerti dell’anno.

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