Scott William Urquhart & Constant Follower – Even Days Dissolve

Francesco Amoroso per TRISTE©

I lie, not thinking, in the cool, soft grass,
Afraid of where a thought might take me – as
This grasshopper with plated face
Unfolds his legs and finds himself in space.

(Norman MacCaig – Summer Farm)

Da quando Keats e Yeats erano da una parte e Wilde dall’altra, la mia grande passione per la musica mi ha sempre portato ad allargare la mente e a scoprire altre meraviglie.
Allora furono (prima della scuola) le poesie di due autori notissimi a tutti, ma non a un ragazzino italiano sedicenne, più recentemente ho avuto la fortuna di scoprire una poetessa imprescindibile come Wendy Cope.
Stavolta, ancora grazie alla musica (che in questo paese si continua a considerare “leggera”), scopro le liriche di Norman MacCaig, poeta scozzese nato a Edimburgo all’inizio del secolo scorso e molto noto in Scozia, tanto da essere considerato il “grande vecchio della poesia scozzese“, il cui lavoro è caratterizzato da sottile umorismo e dall’osservazione attenta e amorevole per il mondo naturale.
Nel nuovo album dei miei amatissimi Constant Follower tre mie grandi passioni -musica, poesia e… Scozia- si fondono per creare un’opera che in meno di mezz’ora, riesce ad arrivare dritta al cuore.

Continua a leggere

Damien Jurado – Sometimes You Hurt The Ones You Hate

Peppe Trotta per TRISTE©

È possibile condensare in poco più di venti minuti l’intero ventaglio di esperienze maturate nell’arco di oltre venticinque anni di carriera? Sembrerebbe un’impresa piuttosto ardua, soprattutto se riferito a un artista che ha sperimentato molteplici soluzioni per dare forma definita alla propria ispirazione, lasciandosi guidare di volta in volta dalle sensazioni del momento e dalla voglia di misurarsi con altri musicisti.

Continua a leggere

Daughter – Stereo Mind Game

Francesco Amoroso per TRISTE©

Pigeonhole: verb. To put someone or something into a group or type, often unfairly: “He’s was pigeonholed early on in his career as a gospel singer.
(Cambridge Academic Content Dictionary ©Cambridge University Press)

Come è facile vivere la vita categorizzando tutto, etichettando, incasellando. Come tutto diventa semplice e automatico. Come le nostre opinioni arrivano alla nostra mente già formate, senza il bisogno di elaborare. Come, senza dover compiere lo sforzo di comprendere e di approfondire, tutto si presenta davanti ai nostri occhi come chiaro e intellegibile, senza sfumature, senza chiaroscuri. Senza dubbi.
Raccontare la musica utilizzando questi schematismi diventa una passeggiata. La nuova band suona come…
Di solito, per quanto mi riguarda, basterebbe citare i Velvet Underground, i Beatles o Nick Drake (per poi, eventualmente “approfondire” usando i termini indiepop, shoegaze, folk, post punk) e il gioco sarebbe fatto.

Continua a leggere

Cosmic Crooner – The Perks Of Being A Hypocrite

Francesco Giordani per TRISTE©

Conosciuto grazie ad un’inserzione su Instagram -ed è già la seconda volta, dopo i Ray, che la pubblicità insinua con successo musica a me gradita nell’agenda dei miei ascolti, ci sarebbe quasi da farci uno studio-, Cosmic Crooner è una delle più piacevoli scoperte dell’anno in corso che con gioia desidero condividere su TRISTE©.
Nel medaglione biografico che incornicia il suo profilo Spotity, l’olandese Cosmic Crooner si autodefinisce, traducendo con un po’ di fantasia, l’ultimo eloquente cascamorto d’Europa (“Europe’s newest silver-tongued lounge lizard”). Più precisamente, apprendo da Wikipedia che un lounge lizard altri non è che “a man who frequents social establishments with the intention of seducing a woman with his flattery and deceptive charm.(…) In Europe, he subsequently evolved into what is now known as the gigolo.”

Continua a leggere

Heartworms – A Comforting Notion

Francesco Amoroso per TRISTE©

April is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
Winter kept us warm, covering
Earth in forgetful snow, feeding
A little life with dried tubers.

(T.S. Elliot – The Waste Land)

Il mio professore d’inglese del liceo ere un tipo che adesso definirei eccentrico. All’epoca, probabilmente, avrei usato aggettivi diversi, suppongo meno lusinghieri, ma devo rendergli merito di avermi introdotto a uno dei poemi che più mi hanno affascinato e che hanno maggiormente forgiato il mio gusto e le mie preferenze estetiche e poetiche.
A distanza di oltre trentacinque anni, ancora ricordo a memoria i versi che aprono The Waste Land. Se dovessi esprimere a parole il perché il poema di Elliot mi è tornato ancora una volta in mente ascoltando l’EP d’esordio di una giovane musicista inglese, avrei qualche difficoltà, ma credo abbia a che fare con le immagini oscure e cariche di simbolismo evocate dai quattro brani che compongono A Comforting Notion, prima uscita ufficiale di Jojo Orme, in arte Heartworms.

Continua a leggere