
Francesco Amoroso per TRISTE©
“Everyone’s hoping that nobody sees/ all our little efforts at dignity.”
C’era una volta, tanto tempo fa, qualcuno (di solito un grande appassionato di musica, qualche volta anche un intenditore) cui veniva affidato un album di cui scrivere.
L’album poteva essere privo di copertina e dati, a volte accompagnato solo da uno scarno comunicato stampa, fotocopiato in bianco e nero su un foglio A4 ripiegato, a volte neanche da quello.
In quella lontana epoca, senza la possibilità di accedere alla rete globale di informazioni, le canzoni, i loro titoli e poco più, erano tutto ciò che si aveva per farsi un’idea di un album e provare a raccontarlo.
Erano tempi oscuri, eppure, in qualche modo più semplici e ingenui (e io, evidentemente, sto davvero diventando troppo vecchio…).
Ora l’uscita di un album è accompagnata da fotografie, biografia della band e dei singoli membri, cartelle e rassegna stampa, link e scritti, spesso avvincenti quanto l’album se non di più, che raccontano per filo e per segno la genesi del lavoro, il suo contenuto e il suo significato profondo.
E io, allora, che ci sto a fare? (Una domanda che mi capita di farmi sempre più spesso, in molti campi…)



