The Declining Winter – Really Early, Really Late

Francesco Amoroso per TRISTE©

“I can’t find my brittle youth
Is it strong enough to hold on to?
Just try it anyway
Can’t let the years without, you know
Sometimes it’s just so hard
To find something that inspires you
Your anger and hope
Did you leave these things behind?

(Hood – I Can’t Find My Brittle Youth )

“…Hood è in qualche modo intrinsecamente legato alla mia infanzia e al mio rapporto con mio fratello e i miei genitori ed è qualcosa di cui siamo davvero molto orgogliosi, ma per molto tempo è stato per lo più relegato nel passato. Lo vedo come un vecchio animale domestico di famiglia che non è morto del tutto, ma se ne sta mezzo sepolto nel giardino dei miei genitori con tutti gli altri cani, gatti, conigli e gerbilli che sono morti.” Parole di Richard Vincent Adams, fondatore, con il fratello Chris, degli Hood, band che, tra il1991 e il 2005, è stata tra le più significative e originali della scena musicale alternativa inglese, grazie a una indefinibile miscela di post rock, folk, post punk, elettronica e sperimentazione. Una band inafferrabile e in continua evoluzione.
Sono quasi diciotto anni che gli Hood non incidono nulla, eppure il loro ricordo è ancora vivido tra coloro i quali (come me) li hanno amati spassionatamente.

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The Reds, Pinks & Purples – The Town That Cursed Your Name

Francesco Amoroso per TRISTE©

Music toys with time. Or, maybe songs reflect back that time is always toying with us“.
Così iniziano le brevi note scritte da Karina Gill (Cindy, Flowertown) per accompagnare l’uscita del nuovo lavoro di Glenn Donaldson e dei suoi The Reds, Pinks & Purples.
E, ascoltando i dodici brani raccolti in The Town That Cursed Your Name, non possiamo che concordare con la musicista di San Francisco, per una volta prestata alla scrittura.
Sì, perché ascoltando le canzoni di Donaldson ci troviamo inevitabilmente in un vortice temporale, nel quale passato e presente si confondono e si sovrappongono, l’adolescenza e l’età matura si fondono circonfuse da un luminoso alone di nostalgia che rende tutto più fuori fuoco, ma proprio per questo più attraente e sopportabile.
Ma andiamo, se è possibile, con ordine.

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The WAEVE – The WAEVE

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ogni tanto, con amici e altri collaboratori di TRISTE©, amiamo perderci in oziose discussioni sul ruolo della critica musicale e sulla sua utilità in un’epoca di libera e totale accessibilità alla musica. E amiamo, ancor di più, fantasticare su quale potrebbe essere l’approccio più corretto alla materia musicale.
Qualche tempo fa, uno di noi ha tentato, per puro gusto dell’iperbole probabilmente, di sostenere che per riuscire davvero a parlare di un album senza condizionamenti e preconcetti non si dovrebbe conoscere nulla dei suoi autori e magari neanche il nome, i titoli delle canzoni e la copertina. Chiudere gli occhi e semplicemente ascoltare la musica, senza sapere da dove arriva, dove vuole andare e che cosa c’è dietro.
Eppure, se è vero che non tenendo conto di tutte le sovrastrutture che fanno da corollario inevitabile all’uscita di un album e la sua fruizione, dalle leggende, più o meno costruite ad arte, fino all’incasellamento in un genere o una scena, certamente il nostro orecchio sarebbe più libero e meno condizionato, è anche vero che sarebbe davvero un peccato perderci alcune storie bellissime che ne accompagnano spesso la genesi.

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Sergio Díaz De Rojas – Muerte En Una Tarde De Verano

Peppe Trotta per TRISTE©

Affrontare il pensiero della morte è sicuramente un atto difficile da compiere, trovare una chiave di lettura per ciò a cui ci si vorrebbe sottrarre pur conoscendone l’ineluttabilità è profondamente complesso. Forse proprio per questo, chi ne è capace, ricorre all’arte per farlo, provando a dare forma ai sentimenti attraverso un mezzo d’espressione congeniale. L’universo musicale è pieno di tali esempi, ciascuno mosso da un proprio moto interiore e realizzato in modo del tutto peculiare, anche se scaturente dalla medesima riflessione.

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Scree – Jasmine On A Night In July

Francesco Amoroso per TRISTE©

This jasmine in the July night is a song
for two strangers who meet on a street leading nowhere
.”
(M. Darwish – Night That Overflows My Body)

«Non ho parole» ho scritto. «Ma credo che ne troverò.»”
(P. Nori)

La continua ricerca di album, libri, film, opere d’arte che possano emozionare e coinvolgere è una attività nella quale spesso metti anima e corpo, fatica e impegno, pur senza sapere se sarai premiato. Capita però, a volte, che siano alcuni dischi a trovare te, senza che tu avessi il minimo sentore di starli cercando. Li trovi semplicemente lì, nelle tue orecchie, e fai anche un po’ di fatica a ricordare come mai ci sono finiti. Eppure ci sono e non fanno altro che imporsi alla tua attenzione quietamente, con discrezione.
Personalmente passo un sacco di tempo (forse troppo) a cercare nuova musica e nuovi artisti che mi emozionino e finisco spesso per trovarne, ma quando capita che sia un artista o un album a trovare me, la soddisfazione è ancora maggiore.

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