Francesco Amoroso per TRISTE©
“They say you know nothing at eighteen. But there are things you know at eighteen that you will never know again.”
(Andrew O’Hagan, Mayflies)
Dubito che i giovani componenti del trio di South London Honeyglaze siano ancora diciottenni, ma questa frase, pronunciata dal protagonista del magnifico romanzo di Andrew O’Hagan, Mayflies (in italiano “Effimeri”), mi sembra riesca a contenere in sé praticamente tutto quello che c’è da dire sull’esordio di questa band di giovanissimi.
Nati in piena pandemia, gli Honeyglaze non hanno avuto molte opportunità per suonare dal vivo e sono entrati in studio privi dell’esperienza live che di solito caratterizza il percorso artistico delle band indipendenti d’oltremanica. Eppure nell’album d’esordio, omonimo -come si faceva una volta- riescono a essere coinvolgenti, energici e vitali e a sprigionare tutto il loro talento con grande sicurezza e personalità.




