
Francesco Amoroso per TRISTE©
Si dice che l’età non sia solo una questione anagrafica.
Eppure, a giudicare da come mi sento quando mi alzo la mattina, forse l’assunto è falso.
Tuttavia l’entusiasmo che provo ogni volta che scopro una nuova band, posso assicurare, è esattamente lo stesso che provavo qualche decennio fa, quando alzarsi dal letto la mattina era ancora … un gioco da ragazzi.
Nei primi giorni del lockdown (riusciremo mai a scrivere nuovamente una recensione senza nominarlo?) mi sono dato all’ascolto compulsivo di novità e, grazie alla mia sottoscrizione con la magnifica etichetta scozzese Last Night From Glasgow che, periodicamente, oltre alle sue ultime uscite discografiche su cd o vinile, invia anche singoli brani di artisti del proprio roster, ho ascoltato per la prima volta Mt. Doubt.
Il brano era “Headless”, una ballata rock piuttosto classica, ben strutturata e altrettanto ben cantata, con una produzione pulita e di grande atmosfera. Un bel brano davvero, che mi ha convinto ma non coinvolto.
O, almeno, questa è stata la mia impressione dopo un paio di ascolti.



