Empath – Active Listening: Night on Earth

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Lo volevate il caldo?

Bene, è arrivato. Tantissimo. Tutto insieme. Non ho fatto in tempo a piegare le maglie di lana (sì, ovviamente le avevo ancora sotto mano), che già ho dovuto tirar fuori i pantaloni corti.

Questo a discapito di un sacco di capi d’abbigliamento che, grazie al cambiamento climatico, risultano utilizzabili praticamente una mezza giornata a Maggio e qualche settimana a fine Ottobre (andatevi a vedere questa ottima vignetta del New Yorker).

Perchè, come recita l’adagio, le mezze stagioni non ci sono più.

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Steve Gunn – The Unseen in Between


Alberta Aureli per TRISTE©

I don’t like to put myself on this pedestal or anything like that.

C’è una foto piccola di Lansdowne, Pennsylvania dove Steve Gunn è nato.

Al centro della foto un fiumiciattolo circondato da Salici e Pioppi, fronde gialle colorate d’autunno. In fondo, a sinistra, il greto e i tralicci bassi.

Puoi immaginare a piacere la strada vicina e un ragazzo in bicicletta, stivali di gomma alta, un pub mezzo vuoto o un racconto di Carver intero.

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Hour – Tiny Houses

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ci sono momenti della vita nei quali è utile fare il punto della situazione, per meglio comprenderla e per non essere impreparati.

Ieri ho sentito il bisogno, a un certo punto della serata, di andare a controllare sul vocabolario il significato esatto del termine “euforia”. Il Treccani riporta: “Sensazione, reale o illusoria, di benessere somatico e psichico che si traduce in un più vivace fervore ideativo, maggiore recettività per gli aspetti belli e favorevoli dell’ambiente, tendenza a interpretazioni ottimistiche; può essere segno di una reale condizione di perfetta salute, ma talora è connesso con fenomeni per lo più lievi d’intossicazione (da alcol, stupefacenti, ecc.), o con disturbi psichici, o addirittura con stati tossinfettivi gravi.”

Mi sono tranquillizzato, ma fino a un certo punto.

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Allison Crutchfield – Tourist In This Town

allisoncrutchfield_touristinthistownVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Una cosa che ti porti dietro quando arrivi dalla provincia (ah, la provincia..vero Francesco?) è quella strana sensazione di non sentirti mai veramente a casa tua. Specialmente vivendo in una grande (e un po’ disastrata…) città.

Quella sensazione di essere un po’ di passaggio, come i turisti. Anche dopo 10 anni. Anche se, alla fine, sei perfettamente “dentro” la tua nuova vita.

La cosa positiva è che, come un turista appunto, sei pronto a recepire il più possibile dalle esperienze che fai, perchè sai che quelli saranno ricordi che porterai con te. Da un’altra parte.

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The Districts + Blaenavon @The Lexington – London

L’ultima volta che mi sono ritrovato a pensare: “ma vado a quel concerto per la band che apre o per gli headliners?” era un po’ di tempo fa. Primavera 2010, una giornata splendida: ci eravamo riuniti a Londra io, la parte romana e due nostri grandissimi amici. TRISTE non esisteva ancora ed eravamo persone felici. Ah-Ah.

Eravamo felici per via di un concerto, quello dei Pavement (mamma mia che pezzo, finirò col riascoltare tutti i loro album nelle prossime settimane) alla Brixton Academy e ad aprire c’erano i bravissimi Broken Social Scene (si, l’hanno suonata questa). Devo aggiungere altro?

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A Sunny Day In Glasgow – Sea When Absent

Sì, sì, lo sappiamo. Arriviamo in ritardo. Ma 1) abbiamo avuto un sacco da fare; 2) è estate e ora sono (più o meno) in vacanza; 3) questo disco mi era rimasto proprio qui (segue gesto con il dito che indica la gola) e quindi nonostante tutto voglio ancora parlarvene.

Che poi, se proprio andiamo a vedere, il nuovo disco degli A Sunny Day In Glasgow è sì uscito negli States il 24 Giugno, ma la data di release ufficiale per l’Europa era il 4 Agosto. Quindi alla fine possiamo fingere di non essere così in ritardo.

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Cyberbully Mom Club – outdoor activities

Il problema del bullismo informatico è qualcosa con cui non riesco ad empatizzare. Semplicemente per il fatto che nella mia adolescenza non ero sufficientemente connesso dal punto di vista digitale (per questioni anagrafiche, benchè di pochissimo, faccio parte di una generazione non ancora invasa da internet nella sua giovinezza) per poter essere insultato su internet dagli altri. O per insultarli. Peccato.

In ogni caso, pazienza. I tempi cambiano. Come è cambiato il modo in cui riesco a trovare nuove band da ascoltare. Su internet appunto. E allora eccovi Cyberbully Mom Club e il nuovo EP outdoor activities.

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