The Weather Station – How Is It That I Should Look At The Stars

Francesco Amoroso per TRISTE©

Da un po’ di tempo a questa parte, una decina d’anni almeno, la maggior parte delle cantautrici, soprattutto americane, sembra compiere un percorso artistico piuttosto simile: si parte con album prevalentemente acustici e fortemente caratterizzati dall’uso della voce e della chitarra, quasi sempre influenzati dal folk o dal country, per poi progredire, nel corso degli anni, verso sonorità più aggressive e corpose, verso arrangiamenti elaborati, copioso uso delle tastiere e di ritmiche sempre più incalzanti, quasi che l’esigenza principale, prima ancora che quella di un’evoluzione artistica, sia quella di scrollarsi di dosso la fastidiosa etichetta di ragazze con la chitarra che, inevitabilmente, viene loro affibbiata da giornalisti senza troppa fantasia (e spesso anche con scarsa attenzione per le sfumature).

E’ una tendenza che si è fatta sempre più evidente con album come Burn Your Fire For No Witness di Angel Olsen o Tramp di Sharon Van Etten, ma anche con artiste come Torres o, più recentemente, Lucy Dacus e Julien Baker.
E’ una scelta certamente legittima e, in alcuni casi, quasi inevitabile.
In fondo siamo entrati nel terzo decennio del nuovo millennio e suonare ancora come se fossimo negli anni sessanta del secolo scorso può anche non essere la massima aspirazione di donne che hanno la volontà di rappresentare con le loro canzoni e i loro suoni una generazione nuova che vuole allentare, se non recidere, i legami con il passato.

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Fortunato Durutti Marinetti – Memory’s Fool

Francesco Amoroso per TRISTE©

“Nessuno ha ancora inventato una maschera antigas
e un rifugio antiaereo contro il tempo.
”
GAUSTÌN, Cronorifugio, 1939
“L’uomo è l’unica macchina del tempo
di cui disponiamo.”
GAUSTÌN, Contro le utopie, 2001

(Georgi Gospodinov)

Interrogarsi sul passato è un esercizio che sta diventando sempre più frequente. Sarà perché, grazie alla tecnologia, abbiamo sempre più testimonianze vivide del passato, sarà perché è un periodo in cui interrogarsi sul futuro è diventato troppo difficile, sta di fatto che la riflessione sulla nostalgia e sulla memoria ha ormai assunto un carattere centrale del nostro “filosofeggiare”.
Quanto il passato informi il presente, quanto sia sano rifugiarvisi e perché il passato rappresenti per noi un tempo (un luogo?) ideale, sono domande che da sempre si pone anche la musica pop, un “genere” relativamente recentissimo (nella forma in cui lo conosciamo ha poco più di settant’anni) eppure così immerso nella nostalgia del passato, nel ricordo di un’epoca d’oro che, in realtà (come accade sempre anche all’uomo), era solo la sua infanzia e la sua pubertà, da rischiare di sembrare sempre e solo un vecchio che ha bruciato troppi neuroni e che non può che riciclare i ricordi, non avendo più le capacità per evolversi.

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VV. AA. – Under The Bridge

Tiziano Casola per TRISTE©

Under the Bridge è una compilation-reunion di vecchie band della scuderia Sarah Records, autentica leggenda del mondo delle produzioni indipendenti.
Autentica leggenda per tanti motivi, il primo dei quali è che, nella sua breve vita (dal 1987 al 1995), l’etichetta mise a segno un centinaio di pubblicazioni di cui una percentuale piuttosto alta è, oggettivamente, canonizzabile tra i capolavori della canzone pop. Basti questo.

Di tutti gli altri motivi per cui l’intera opera Sarah merita attenzione ho già parlato in tante altre occasioni (addirittura in un esame all’università), ma si tratta di questioni più cervellotiche, in parte opinabile, e per questo secondarie alla questione capolavori-del-pop. Questa al contrario, opinabile non è.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 61: Fortunato Durutti Marinetti

Fortunato Durutti Marinetti (©Julian Yi-Zhong Hou)

Born in Turin and based in Toronto, Fortunato Durutti Marinetti (Dan Colussi’s new moniker after Pinc Lincolns or The Shilohs) has been playing in bands of varying degrees of obscurity for the last twenty years, frequently touring North America in his Volvo station wagon and quietly self-releasing albums to an oblivious and oversaturated marketplace. Memory’s Fool is his second release under this name (following 2020’s Desire) and his first time working with proper label support. Drawing inspiration from the restless, explorative spirit of 1970s songwriters like Lou Reed, Robert Wyatt and Joni Mitchell, Marinetti chose to first wrote all the lyrics before assembling a hybrid pickup band of jazz, folk and rock musicians to render the songs of Memory’s Fool into a form he calls “poetic jazz rock”. And indeed, Memory’s Fool is poetic jazz rock of the highest order.

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FKA twigs e gli altri – Gli ascolti di Carlotta.

Carlotta Corsi per TRISTE©

A volte si dice che i silenzi parlino più delle parole e, fondamentalmente, quello che sto cercando di interpretare è il mio silenzio.
Non è voluto, sia chiaro. E’ solo che al momento non saprei esprimermi diversamente forse perché adesso non ho nulla da dire e, tendenzialmente, questi grossi buchi di narrativa spesso trovano la loro colonna sonora ideale nel mio assente ascolto.

In questo periodo non ho seguito in maniera continuativa e profonda il lavoro di nessun artista e la cosa mi fa tanto male, ma un qualcosa almeno, si è riuscito ad insinuare nelle mie orecchie e a rimanerci un po’ più a lungo.

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