Mitski – Laurel Hell

Francesco Giordani per TRISTE©

“Let me watch those mountains from underneath
And maybe they’ll finally float off of me”
Valentine, Texas

Come più o meno ogni anno ho seguito il festival di Sanremo, un po’ per una sorta di (sadico, lo ammetto…) interesse etnografico per la manifestazione, un po’ perché «Homo sum, humani nihil a me alienum puto», come cantò Terenzio in un’opera non per nulla intitolata Il punitore di sé stesso (come a dire: ben ti sta!). Più di un po’ anche perché, in fin dei conti, la canzone, ovvero quella cosa che la Treccani tanto genialmente quanto semplicemente definisce “breve componimento lirico destinato a essere cantato con accompagnamento musicale”, costituisce da venticinque anni esatti una delle mie manie predilette.

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Black Country, New Road – Ants From Up There

Francesco Amoroso per TRISTE©

Con la solita inevitabile sfasatura temporale, dovuta alla necessità di mandare in stampa le riviste “cartacee”, qualche tempo fa, nell’affrontate il nuovo album dei Black Country, New Road, mi chiedevo se fosse possibile avere tra le mani (si fa per dire…) il disco del 2022 già ai primi di gennaio.
La domanda mi sembrava tutt’altro che oziosa visto il valore e il peso delle dieci canzoni che compongono Ants From Up There, il secondo album della band, giunto a un anno esatto dal fortunatissimo esordio For The First Time.
Eppure, alla luce di quanto è accaduto solo una settimana prima dell’uscita dell’album, non è facile ascoltare queste canzoni con la stessa attitudine con la quale le ho ascoltate fino a a qualche giorno fa.

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The Reds, Pinks And Purples – Summer At Land’s End

Francesco Amoroso per TRISTE©

Se mi rivolgessi (o meglio: se pensassi di rivolgermi, che non ho davvero idea a chi, poi, alla fine arrivano queste continue elucubrazioni mentali sulla musica pop) ad ascoltatori superficiali e svogliati, per parlare del nuovo album di Glenn Donaldson e dei suoi The Reds, Pinks And Purples, potrei, con qualche minimo cambiamento, andare a fare copia e incolla delle recensioni precedenti e, cambiando giusto il nome delle canzoni, probabilmente sfangarla senza grossi problemi.

Spero, tuttavia, di rivolgermi a quei quattro o cinque che la musica non l’ascoltano soltanto per avere un sottofondo alle loro attività quotidiane, ma che, nell’ascoltarla, ricavano piacere e fondamentale nutrimento per lo spirito (parlare di anima, per quanto appropriato, mi sembrava eccessivamente enfatico). E quindi: avrei potuto cavarmela a buon mercato, visto che gli spostamenti di significato e sonori delle canzoni di Donaldson (quella che una volta i critici bravi avrebbero definito la sua “maturazione”) potrebbero risultare, a un ascolto sciatto e superficiale, quasi impercettibili, ma non lo farò, perché per me (e forse per quei citati quattro o cinque che adorano Glenn e la sua musica almeno quanto me) ogni brano di The Red Pinks And Purples è una piccola epifania, una breve aritmia, una fugace carezza, un dono atteso ma comunque sorprendente.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 55: Love, Burns

Love, Burns

Love, Burns is Phil Sutton. Queens resident, extracted from London, England in 2007, he is a founding member of indie pop legends Comet Gain, and has played with a number of groups over the years, including Velocette, Kicker, The Projects, Cinema Red and Blue, and The Soft City. He is currently lead singer and songwriter for Brooklyn indie-poppers Pale Lights. By day, Sutton is a librarian. 
Love, Burns debut album It Should Have Been Tomorrow was recorded over a few years, in part at Gary Olson’s Marlborough Farms studio in Brooklyn, and remotely in various locations in New York City and London with the help of Kyle Forester, former member of Crystal Stilts and the Ladybug Transistor, Gary Olson, producer, the leader and voice of Ladybug Transistor, and Ben Phillipson, former Comet Gain, and Kicker.
The record is jointly released by Kleine Untergrund Schallplatten Records (Germany), Jigsaw Records (US), Austin Town Hall Records (US) and Calico Cat Records.
The album title is taken from a line in the Left Banke song Pretty Ballerina.

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Eve Adams – Metal Bird

Francesco Amoroso per TRISTE©

Dopo tanti anni passati a scrivere di musica è inevitabile il rischio di ripetersi.
Accade che gli stessi concetti vengano ripetuti a distanza di pochi giorni. E, a volte, capita anche di contraddirsi.
Proprio un paio di giorni fa, appunto, sempre su queste “pagine“, mi lamentavo della follia del music business che in alcune occasioni impedisce a noi appassionati di musica di ascoltare album e artisti che meriterebbero maggior visibilità (e una più capillare e fruibile distribuzione).

Per fortuna capita anche (ma ben più raramente) che gli addetti ai lavori si facciano perdonare le loro scelte (il più delle volte) scellerate e incomprensibili: è il caso della pubblicazione arrivata a inizio anno del nuovo lavoro della cantautrice americana Eve Adams che, senza l’intervento dell’etichetta Basin Rock, sarebbe rimasto probabilmente negletto e trascurato.

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