The Antlers – Green To Gold

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Per chi, come me (ma, probabilmente, anche come te, che stai leggendo), ama la musica in maniera viscerale e incondizionata, il tempo per fermarsi e assaporare un album (ma spesso anche una sola canzone) non è mai abbastanza.
Mi trovo travolto dalle mille attività di una giornata: il lavoro, la casa, la famiglia, gli amici, un po’ di film o serie tv, quando c’è tempo, la lettura di un romanzo. Magari finisco per ritrovarmi a fine giornata e mi rendo conto di non aver avuto neanche un momento per godermi un po’ di musica in santa pace.

Allora, come unica alternativa, mi adatto ad ascoltare musica – con auricolari di qualità spesso discutibile e attraverso lo smartphone – distrattamente mentre faccio altro, in cucina, negli spostamenti, a lavoro, mentre mangio…
Ma, costretto a optare per questa scelta, è inevitabile che molto di quello che ascolto vada perduto, confuso nel rumore quotidiano, sommerso dalle chiacchiere, dai clacson, dal ronzio degli elettrodomestici, dalle interruzioni del telefono che squilla, inesorabile, al momento sbagliato.
E quello che mi rimane, sempre che mi rimanga qualcosa, è solo qualche brandello, un passaggio particolarmente impellente, una canzone immediatamente orecchiabile, un cantato subito riconoscibile.

L’oblio è il destino di tutto ciò che non mi colpisce istantaneamente, di tanta musica che, probabilmente, avrebbe bisogno di tempo per essere davvero compresa e introiettata. Di tempo e di spazio, fisico e mentale.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 20: Raveloe

Raveloe (pic: ©Jason Riddell)

Raveloe is the stage-name – taken from a reclusive weaver in the George Eliot novel “Silas Marner”, of Glasgow-based songwriter Kim Grant, formerly of the band Tongue Trap. After going solo at the end of 2019, Raveloe shared her first single, Abalone, then she signed a deal with Olive Grove Records.
“Notes And Dreams” was recorded at home during lockdown, with remote collaborators found in locations as diverse as Derby, Melbourne and Dumfries.

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The Reds, Pinks and Purples – Uncommon Weather

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Deve averlo capito, alla fine, Glenn Donaldson che condividere le proprie canzoni in rete senza pubblicarle su supporto fisico era veramente uno spreco.
Il suo progetto The Reds, Pinks and Purples, arriva da lontano: è il prosieguo della sua precedente band, The Art Museums, il cui breve percorso alla fine degli anni 2000 ha coinciso con il periodo più esplosivo della scena indie rock della Bay Area.

Deluso dallo scioglimento della band e dalla successiva tragica perdita del suo ex compagno di avventura, Josh Alper, Donaldson si è rifugiato in un suono DIY, con un progetto strumentale e concettuale chiamato FWY!, senza però mai smettere di scrivere canzoni pop, condividendole, si racconta, con gli amici via e-mail.

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Flyte – This Is Really Going To Hurt

Francesco Giordani per TRISTE©

Parlando del grande Charles Baudelaire, l’altrettanto grande Paul Valéry ebbe a osservare che “ogni classicismo presuppone un romanticismo anteriore”, perché “l’essenza del classicismo è di venir dopo”, e “l’ordine presuppone un certo disordine che esso ha il compito di ridurre” (traggo la citazione da questo splendido saggio).

Non so, né mi azzardo a sostenere che quella appena citata sia una Legge sempre valida nelle vicende spesso intricate della storia dell’arte ma certo essa mi aiuta a comprendere il senso di un’opera come This is really going to hurt, dei londinesi Flyte.
Il terzetto londinese, che mutua il nome da Sebastian Flyte, protagonista di Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh (e successive trasposizioni filmiche), con il suo secondo album conferma il proprio status di felice quanto isolata eccezione, per così dire “controriformistica”, nell’odierno panorama neo(post)punk anglo-irlandese.

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Joel Gabrielsson – Citadel

Peppe Trotta per TRISTE©

Se mi si chiedesse quali sono le città del mondo in cui si concentra gran parte della produzione musicale non potrei che rispondere Londra e New York.
Per me e coloro che appartengono alla mia generazione si tratta di una certezza: sono quelli i luoghi dove più si creano canzoni di successo ed in effetti fino a qualche tempo fa ciò corrispondeva al vero. Recentemente ho scoperto con sommo stupore che le cose adesso non stanno più così.

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