The Go-Betweens – 16 Lovers Lane

Francesco Amoroso per TRISTE©

Confesso che ho molto peccato. Sarà pure stato un peccato di gioventù, come si dice. Un peccato di omissione (che, tuttavia, come tutti sanno, non è meno grave degli altri), ma un peccato grave: nel 1989 non avevo ancora ascoltato nulla dei Go-Betweens.

Ma le vie del Signore (della Musica) sono infinite e così, trovandomi in quel di Perugia il 17 settembre dell’anno 1989, per assistere per la prima volta a un concerto dei R.E.M., mi imbattei, ignaro e inconsapevole, nella musica degli australiani che, in quel tour, aprivano i concerti di Michael Stipe e soci.

TheGoBetweens_16LoversLaneSe non fui folgorato sulla via di Damasco, come Saulo, poco ci mancò. Sarà stato anche grazie al fatto che mi trovavo proprio sotto il palco, a pochi metri dalla splendida violinista Amanda Brown, ma, nonostante la fervida attesa per gli headliner, il concerto dei Go-Betweens mi emozionò e mi coinvolse immensamente.

La band sciorinò splendidi brani dalle melodie di immediato impatto, a cavallo tra il pop e il rock underground, conditi da quel certo “non so che” che rimandava a qualche posto molto lontano, defilato, schivo e vagamente pericoloso. Quello che più mi rimase in mente, però, fu Streets Of Your Town, la canzone più pop e diretta del set, e l’unica dove il mio nuovo amore, Amanda, aveva, con il suo cantato cristallino, una parte vocale importante.

Naturalmente appena potei, misi le mani sull’album che conteneva quel brano: si trattava di 16 Lovers Lane, album uscito l’anno precedente, che scoprì essere il sesto della band (e anche l’ultimo, prima della reunion degli anni 2000).

Col tempo avrei imparato ad apprezzare anche il resto della discografia (allora, lo vado ripetendo come un vecchietto rimbambito che racconta ai nipoti increduli storie del passato, non era così facile procurarsi musica di nicchia, spesso neanche distribuita in Italia) ma 16 Lovers Lane rimane il primo amore, quello che non si può dimenticare, l’album che mi ha fatto conoscere una delle band più straordinarie e misconosciute degli anni 80 e due musicisti e parolieri come Grant McLennan e Robert Forster.

16 Lovers Lane è un album semplice e meraviglioso, profondamente commovente e romantico. Dieci canzoni che parlano di relazioni sentimentali e pene d’amore senza mai cadere nel sentimentalismo a buon mercato.

TheGoBetweens_BandForster e McLennan sono sempre stati due autori capaci di sondare in profondità i recessi dell’animo umano, soprattutto quando si tratta di quel sentimento banale e complicatissimo che è l’amore. E il fatto che il gruppo stesse attraversando al suo interno una serie di tempeste emotive ha probabilmente contribuito a fare del loro (temporaneo) canto del cigno un lavoro eccezionale, liricamente complesso, brutalmente sincero e bruciante.

Basta pensare a Love Goes On, il brano che apre l’album: “There are times when I want you/I want you so much I could bust/I know a thing about lovers/Lovers lie down in trust/The people next door they got problems/They got things they can’t name/I know about things about lovers/ Lovers don’t feel any shame/Late at night when the light’s down low/The candle burns to the end/I know a thing about darkness/Darkness ain’t my friend/Love goes on anyway”.

Non una canzone d’amore propriamente detta, ma una canzone che apre la porta del cuore e ci svela, senza pudicizia, i suoi segreti. E non è da meno Quiet Heart, la cui apertura ricorda nella struttura With Or Without You degli U2, ma che dal punto di vista melodico e del testo è lontana anni luce dal “modello”. L’io narrante parla a un’amante assente, ammettendo teneramente e con temerarietà la propria debolezza: “I tried to tell you/But I can only say when we’re apart/How I miss your quiet, quiet heart”.

Anche Streets Of Your Town, che ha un gancio melodico memorabile ed è certamente la canzone più semplice del lotto, dimostra l’incredibile qualità dell’album, malinconico e cupo a tratti, ma senza piagnistei o recriminazioni.

Potrei andare avanti. Esaminare ogni singolo brano (Was There Anything I Could Do?, Dive For Your Memory, You Can’t Say No Forever…). Ma probabilmente già da queste poche righe sarà chiaro il motivo per il quale l’Australia è uno dei miei luoghi elettivi e perché, di tanto in tanto, ancora sogno di trasferirmi lì, magari a Brisbane, magari al numero sedici del vicolo dell’amore.

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