Olec Mün and Michael Sarian – Makara

Peppe Trotta per TRISTE©

I misteriosi paesaggi delle profondità marine sono da sempre fonte di tenebrosa suggestione.
Al suo interno, tra mito e letteratura, sono innumerevoli le creature che vi si annidano alimentando un immaginario fervido ed oscuro.
Basti pensare al Leviatano biblico o a Scilla e Cariddi, all’ittiosauro di Viaggio al centro della terra o all’enorme mostro marino di Ventimila leghe sotto i mari.

Ad uno di essi, il Makara della mitologia indiana, è ispirata ed intitolata la prima collaborazione tra l’argentino residente a Barcellona Marcelo Schnock alias Olec Mün e il canadese di stanza a New York Michael Sarian.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 17: Model Village

Model Village

Formed in the summer of 2008, Model Village, from Cambridge, UK, mix jangly guitars, boy-girl harmonies, upbeat melodies and downbeat lyrics, sitting somewhere in the niche between Belle & Sebastian and The Promise Ring (according to their website).
The group has seen a bunch of line-up changes over the years, drawing in people with backgrounds in a whole bunch of different bands, including Econoline, Owl & Mouse, Hey Colossus, Fuzzy Lights, and Reynolds.
They recorded three albums so far, “A Solution To Everything”, “You Chose These Woes” and “Healing Centre” and played gigs with The Lemonheads, Allo Darlin’, Jeffrey Lewis, Half Man Half Biscuit, The Wave Pictures, Adam Green, and Slow Club and featured on the main stage at the Indietracks festival.
Their fourth album, “World Of Carp” is out now. And it’s delicious!

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Fine Before You Came – Forme Complesse

Emanuele Chiti per TRISTE©

2006, Qube, Roma. Stasera suonano i Black Heart Procession e non si può certamente mancare. Tour di presentazione di The Spell, nuovo disco uscito per Touch And Go, sala neanche troppo gremita, il posto è quello che è ma è un pezzo di storia romana e a pensarci ora vengono i brividi. Sembra una vita fa. E in fondo lo è.

Ad aprire il concerto ci sono 5 ragazzoni: un set acustico, perché il giorno dopo devono suonare in città per uno spettacolo tutto loro, elettrico dicono. Si chiamano Fine Before You Came e cantano in inglese. Bravi, ma in fondo un opening act come tanti altri. Il pensiero quella sera è altrove.

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Cheval Sombre – Time Waits Fo No One

Francesco Amoroso  per TRISTE©

“Time goes by in a curtain grove/And time it will stand still
Remember the time of your first love/Looking out of the windowsill
“

Una delle affermazioni più insensate che ho letto negli ultimi anni riguardo la musica è che, secondo alcuni, essa dovrebbe avere una destinazione, uno scopo, dovrebbe arrivare da qualche parte e spiegare il perché del viaggio.
Ho l’impressione che questo rapporto con la musica abbia molto a che vedere con un approccio alla vita molto pragmatico e materiale: ogni nostra azione, ogni momento della nostra esistenza deve essere indirizzato verso un fine, verso uno scopo. Non c’è tempo per lasciarsi andare alle sensazioni, non possiamo lasciare che le emozioni scorrano dentro di noi. Chi si ferma, del resto, è perduto.

Per quanto rispettabile possa essere ogni opinione, mi sento davvero lontanissimo da questo modo di vedere le cose e credo che Christopher Porpora, in arte Cheval Sombre, la pensi un po’ come me. Non ho mai parlato con lui, se non fugacemente, via email, eppure con il suo progetto giunto al terzo lavoro, sento che Chris sia uno che sta attraversando la vita più che puntando dritto verso una meta, semplicemente alla (rilassata) ricerca della bellezza (“Music doesn’t have to be so ambitious all of the time. There is a place in music where we might suggest something eternal, a refuge”).

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Tindersticks – Distractions

Francesco Amoroso  per TRISTE©

C’è una canzone nel nuovo album dei Tindersticks con un titolo che mi provoca un brivido lungo la schiena ogni volta che lo leggo.
Si chiama “Man Alone (Can’t Stop The Fadin’)” e se trovarsi nella situazione descritta dalla prima parte del titolo fa sempre un po’ paura, è l’ineluttabilità contenuta tra le parentesi a essere davvero inquietante.

Quando mi guardo indietro, quando penso al passato e alle tante persone più o meno importanti che hanno popolato il mio, mi rendo conto di quanto questo sbiadire, questo svanire sia concreto, spietato, senza scrupoli o riguardi.
Vale per le persone, per le sensazioni, per i ricordi e i sentimenti. E per la capacità e l’ispirazione.

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