Django Django – Glowing In The Dark

Francesco Blasilli  per TRISTE©

Se qualcuno pensa che il britpop inglese, che ha dominato la scena musicale britannica a cavallo degli anni novanta, sia trash, lasci subito perdere la lettura.

Non perché “Glowing in the Dark” dei Django Django sia un disco britpop, e nemmeno perché io ho passato la mia adolescenza a pane e britpop. Semplicemente perché difficilmente un movimento musicale tanto lungo non lascia eredità importanti.

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Giuliano Ciao – Flavio Giurato. Le gocce di sudore più duro

Francesco Giordani per TRISTE©

Penso di non essere stato il solo ad avvertire, in questi anni, l’esigenza di un studio serio e criticamente soddisfacente dell’opera di Flavio Giurato, che, più che collocarlo all’interno di un canone ufficiale o di un’ipotetica storia della canzone italiana, ne riportasse in piena luce l’originalità, la grandezza e la profondissima libertà. Quel libro, lungamente vagheggiato, ora esiste davvero, si chiama Flavio Giurato. Le Gocce di Sudore più Duro e porta la firma di Giuliano Ciao.  Un’opera densa, piacevolmente “smisurata”, frutto di anni di lavoro, che si distingue dal brusio della contemporanea pubblicistica di argomento musicale non solo per il formidabile livello di ricerca e approfondimento critico propugnato dall’autore, ma anche e soprattutto per la raffinatezza stilistica della sua scrittura.

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The Weather Station – Ignorance

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Non so bene perché mi sia venuto in mente, ma dubito fortemente che i freschi nominati sottosegretari al nuovo governo, tantomeno quelli alla cultura, sarebbero in grado di apprezzare un album elegante, profondo e sofisticato come il quinto della canadese Tamara Lindeman, eccezionale cantautrice che, da circa un decennio, si esibisce con il nome di “The Weather Station”.

Sarà forse per il fatto che il titolo dell’album è “Ignorance”, sarà perché parla di mutamenti climatici e dell’impatto emotivo che tali cambiamenti hanno sulle persone, ma la connessione mi è venuta spontanea e, forse, è anche meno insensata di quanto potrebbe sembrare a prima vista.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 14: Mt. Doubt

Mt. Doubt

Mt. Doubt is the project of songwriter and singer, Leo Bargery. Based in Edinburgh since 2015, the band have recorded three full length studio albums and toured across the U.K. They’re sound draws for a wide array of influences and tends towards the introspective and downbeat. We talked about their stunning latest album, “Doubtless”, out in 2020 on Last Night From Glasgow here.

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Clubwater – Clubwater

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Perché le canzoni che ascoltavo da ragazzo mi sono rimaste in mente molto più di qualsiasi cosa ascolti ora?
Pare esserci una risposta scientifica: psicologi e neuroscienziati hanno confermato che ciò che ascoltiamo in adolescenza mantiene una grande influenza sulle nostre emozioni. A quanto pare il nostro cervello si lega alla musica che ascoltavamo da ragazzi in maniera più salda rispetto a qualsiasi altra cosa ascoltiamo da adulti.

Non è quindi solo colpa nostra se soffriamo di “nostalgia musicale”, se sembriamo pigri e non sentiamo il bisogno di cercare novità o ascoltare musica che esuli dai generi che abbiamo amato da ragazzini: è, invece, in gran parte colpa del nostro cervello.

Studi scientifici hanno certificato che, a parte l’amore e le droghe, nulla provoca una reazione emotiva come la musica che, stimolando le regioni del cervello che regolano il piacere e che rilasciano dopamina, serotonina, ossitocina e altri elementi neurochimici, ci fa sentire bene.
Vale per tutti, a tutte le età, ma, dicono sempre i “professoroni”, fra i 12 e i 22 anni il nostro cervello subisce veloci sviluppi neurologici e la musica che apprezziamo in quel periodo sembra restare legata al nostro sistema nervoso per sempre.

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