Plantman – Days Of The Rocks

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Esistono alcuni termini inglesi di cui sono innamorato da sempre. Termini che, se tradotti in italiano, perdono parte del proprio significato, delle loro sfumature, spesso il senso stesso.
Uno di questi termini è effortless che sarebbe banale tradurre con “senza sforzo” o “facile”, ma che, almeno alle mie orecchie, non di esperto ma di semplice appassionato dell’idioma albionico, ha un significato più profondo: è riferito a qualcosa che riesce sì senza sforzo, ma anche quasi senza tentare, a un risultato che si raggiunge con naturalezza e con piacere e gioia.

Mi è venuta ancora una volta in mente questa parola bellissima, ascoltando “Days Of The Rock”, il nuovo album di Matt Randall, in arte Plantman, uscito a sorpresa (era da tempo che Matt ne parlava, ma sembrava che la data di uscita non dovesse arrivare mai) solo qualche giorno fa.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 6: The Last Dinosaur

The Last Dinosaur

The Last Dinosaur (a musical collective headed by and the brainchild of songwriter Jamie Cameron) returns with his new album “Wholeness”, the third Lp which follows on from critically acclaimed second album “The Nothing” in 2017 and the debut album “Hooray! For Happiness” in 2010.
“Music has always been everything to me,” Cameron elaborates. “It was all I ever truly cared about.” Born in 1984, he grew up a shy, sensitive child in a seemingly contented family in the Essex countryside, drawing comics, making home videos, developing an interest in photography, and immersing himself in a wild variety of different sounds. Initially inspired by his father, who took the family to Cropredy every year to nurse his passion for English folk music – from Fairport Convention to Fotheringay – Cameron soon expanded his horizons to include bands like The Blue Nile, Tears for Fears, Dead Can Dance, World Party, Crowded House and REM, all acts notable for their sincerity, though their effects on his own music are otherwise opaque. “Melody and harmony do something magical to me,” he explains. “I used to sit at the back of the people carrier on drives to France, quietly singing along to the holiday mixtape in a pathetic, weak falsetto to myself, harmonising with the main vocal.”
“Wholeness” is out now.

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Ben Eisenberger – Soloists

Francesco Amoroso  per TRISTE©

“You know that I’m a wanderer/
I fixate on uncertainty/
But everywhere I go, I carry you with me/

How’s it there in your hometown 10,000 miles across the sea/
Just hoping that you know/

you’re everything to me.”

Quando ero bambino rimasi terribilmente affascinato dalla storia di quel soldato giapponese cui, verso la fine della seconda guerra mondiale, era stato ordinato di ostacolare l’avanzata nemica su un piccolo atollo perso in mezzo al Pacifico e di non arrendersi, a costo della sua stessa vita. Non avendo più ricevuto alcun ordine o alcuna notizia, il soldato giapponese continuò a combattere, prima con alcuni commilitoni e poi da solo, fino al 1974 quando il suo diretto superiore si recò sull’isola per convincerlo ad arrendersi e lo riportò in Giappone, dove venne accolto con tutti gli onori dal governo del proprio paese.

Mi è tornata in mente questa storia che mi ha sempre risuonato nel cervello, ascoltando “Soloist”, il nuovo lavoro del musicista di Omaha Ben Eisemberger, che ho pescato, quasi per caso, tra le centinaia di segnalazioni e richieste di ascolto che ci giungono ininterrottamente.

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Nick Cave – Idiot Prayer: Nick Cave Alone at Alexandra Palace

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Quanto tempo è trascorso dall’ultima volta che avete visto un concerto dal vivo?
Per quanto mi riguarda lo so esattamente: tra dieci giorni saranno trascorsi 10 mesi.
Tra i tanti tour annullati, saltati, rimandati, in questo lungo tempo ho perso anche l’occasione di rivedere dal vivo Nick Cave, che sarebbe dovuto passare dalle mie parti questa estate. E, invece, anche Cave e i suoi Bad Seeds hanno, naturalmente, dovuto annullare le tappe europee e americane del loro tour mondiale, che si preannunciava come una produzione spettacolare che avrebbe incluso addirittura un coro gospel al gran completo.

Come hanno fatto tanti artisti molto meno noti e quotati di lui, anche Nick, tuttavia, ha pensato bene di alleviare la nostra attesa e ammannirci un succedaneo della sua performance live (di solito profondamente coinvolgente e trascinante).
Naturalmente (e non poteva essere altrimenti, visto che il buon Nick è uno che si prende sempre piuttosto sul serio) non si è limitato a mezz’ora di live dal suo tinello, ripreso con una telecamera fissa e un microfono da cinquanta euro, ma ha fatto, come solito suo, le cose in grande.

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Holy Motors – Horse

Francesco Blasilli  per TRISTE©

Questo disco è struggente, perché in questo disco c’è tutto quello che non possiamo avere adesso.
Le praterie dove allungare il nostro sguardo fino all’orizzonte. La libertà di correre a perdifiato. L’aria talmente pura da diventare rarefatta.

“Horse” è un disco folk che evoca talmente bene il suo titolo che dopo due canzoni ti immagini a cavallo, anche se a cavallo non ci sei mai stato.
E, udite udite, sono talmente distratto che non mi era accorto che il disco si intitolasse proprio “Horse”.

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