(Make Me A) TRISTE© Mixtape Episode 98: Nadine Khouri

Nadine Khouri (© Steve Gullick)

Nadine Khouri is a British-Lebanese independent musician & songwriter currently based in Marseille. Her first album, The Salted Air, was produced by John Parish (PJ Harvey, Aldous Harding, Dry Cleaning) in his hometown Bristol. A haunting collection of poetic meditations, with influences from shoegaze, film soundtracks & spoken-word, the album was included in Rough Trade’s Albums of the Year. Her new album Another Life was released on November 18th on Talitres. Recorded in London and Bristol again with John Parish and frequently touching upon themes of exile and disappearance, the album is set to a shifting sonic tapestry, taking in blues, fragile drum machine rhythms and sun-bleached 1970s Laurel Canyon rock.  Another Life’ is available now via BandcampRough Trade and Digitally.

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Doom Flower – Limestone Ritual

Francesco Amoroso per TRISTE©

“L’unico difetto che ho sempre trovato nella scrittura è che puoi parlare alla pagina, ma lei non ti risponde mai. Scrivere è un atto ossessivo, in fondo. E l’ossessione, per sua natura, è una strada a senso unico.
Solo l’amore può rispondere.”
(Jason Mott – Che razza di libro!)

Come sempre accade a chi, come me, ha pensieri che talvolta oserei definire profondi, ma non ha il talento o la capacità per articolarli a parole, mi avvalgo di quello altrui per esternare una mia sensazione che, in questo periodo, si è fatta sempre più persistente.
Mi sono imbattuto nelle parole citate qui sopra proprio nei giorni in cui mi apprestavo a compilare il mio lungo e articolato elenco degli album che più mi hanno coinvolto ed emozionato nel corso dell’anno appena trascorso. Sono stati giorni caratterizzati da una scrittura che si potrebbe, effettivamente, definire ossessiva e probabilmente un po’ fine a se stessa. E la pagina, virtuale e interattiva quanto si vuole, non mi ha naturalmente mai dato alcuna risposta.

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Francis Gri – Argine

Peppe Trotta per TRISTE©

La musica pensata come rifugio, oasi confortevole in cui immergersi per lenire ogni sofferenza e mitigare gli affanni del vivere.
Questa peculiare declinazione del suono è sempre più alla base del verbo ambient di Francis Gri e si rinnova alla comparsa di ogni suo nuovo itinerario innescando placide derive in paesaggi emozionali sempre profondamente avvolgenti.
Non si discosta da tale approccio Argine, percorso elettroacustico fatto di armonie morbide e riverberi luminescenti immersi in un substrato cangiante che rispecchia i moti contrastanti di un animo alle prese con un momento complesso.

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Le firme di TRISTE©: Francesco Amoroso racconta il (suo) 2022

Francesco Amoroso per TRISTE©

Oramai quella del riepilogo di fine anno è per me diventata una sorta di tradizione, che mi sottrae quasi tutto il tempo libero delle brevi vacanze tra Natale e Capodanno, ma che affronto gioiosamente, perché mi permette di chiudere un capitolo della mia storia musicale, prima di aprire il successivo, facendo un po’ d’ordine (almeno nella mia testa).
Il mio, più che una egocentrica “classifica” di fine anno, è un vero e proprio atto d’amore: innanzitutto nei confronti della musica e dei musicisti cui vorrei restituire qualcosa di quello che mi danno, poi verso TRISTE© e, mi auguro lo apprezziate, anche verso i pochi coraggiosi che si sobbarcano la lettura di questo assurdo mattone.
Per il 2022 sono partito con l’idea di fare (come da qualche tempo a questa parte) un lungo elenco dei cento album che ho più amato, anche se mi sono ben presto reso conto, a riprova che quanto detto da più parti circa la particolare prolificità e qualità della musica nell’anno appena trascorso, che, nello scegliere di limitarmi a cento album, ne avrei dovuto lasciare fuori almeno un’altra trentina che mi parevano quasi altrettanto validi. Non credo mi sia mai capitato negli anni precedenti.

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Le firme di TRISTE©: Francesco Amoroso racconta il (suo) 2022: E.P. e Mini Lp

Francesco Amoroso per TRISTE©

In questi giorni, nello stilare il lungo riepilogo degli ascolti e dei lavori che ho amato nel 2022, mi sono reso conto che quello appena terminato è stato, in qualche modo, l’anno del ritorno degli E.P. e dei mini album, tanto che il “disco” che ho amato di più è proprio un e.p. (o forse un mini album, ma esattamente quale è la differenza?) e sono stati molti i lavori brevi di cui ho finito per parlare estesamente su queste “pagine”.
Così, un po’ come antipasto del lungo elenco di album che hanno caratterizzato il mio 2022, ho pensato bene di stilare un agile elenco di e.p. e mini album che mi hanno colpito e fatto innamorare. In alcuni casi si tratta di brevi opere che mi hanno permesso di conoscere nuove proposte musicali, in altri di lavori di artisti già consolidati (almeno nel mio gradimento) che, seppur succinti, mi hanno conquistato tanto (e più di) quanto hanno fatto alcuni album.
Anche stavolta (con pochissime eccezioni) sono stato rigido nell’inserire solo uscite con non meno di quattro brani e non più di sette.

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