Babyshambles – Sequel to the Prequel – 2013

Quando scopro che l’artwork è stato affidato a Damien Hirst (senza dubbio ipervalutato ma al contempo eccezionale artista contemporaneo), capisco di essere un po’ invidioso della vita di Pete Doherty. Ok, magari no.

Sequel to the Prequel arriva un po’ come un fulmine a ciel sereno, dopo una pausa durata ben 6 anni e soprattutto arriva con un bel po’ di pregiudizi, come è normale che sia. I Babyshambles sono da sempre stati considerati una band marionetta nelle mani di Peter (eh si, adesso vuole farsi chiamare così), e non hanno mai smesso di essere considerati dei Libertines B. Fino ad oggi.

babyshambles - 2013

Arriviamo subito al dunque: SttP è un album spiazzante. Si, perchè fermo restando che si tratti in modo riconoscibilissimo di Peter e dei Babyshambles, sono tante le canzoni e i mood che lasciano a bocca aperta. Fireman apre il disco come è giusto che sia, poco meno di due minuti di energia punk-rock (Libertines+Clash+Sex Pistols all’orizzonte) direttamente pronti per la pagina Wikipedia. Poi Nothing Comes to Nothing, sensazioni di Ash, rock US anni 90 e capisci che qualcosa di strano c’è, fino a quando arrivi a Fall From Grace e ti chiedi: ma sono loro? Già perchè il pezzo è meraviglioso (non che i primi lavori degli shambles fossero meno validi o brutti) e mostra a tutti il lato da Artista di Peter e della band. Quello che nel disco di esordio era stato intrappolato nei 4 minuti scarsi di Albion, quella sensibilità poco comune che non viene mai, in questo caso, a scontrarsi – o ad essere sporcata – dalla personalità straripante del leader.

Si dice che in questo album, il ruolo del bassista Drew McConnell sia stato fondamentale. Forse è proprio quello di cui Pete ha bisogno, come ai tempi di Carl Barat, ha bisogno di una spalla forte su cui appoggiare i propri estremismi.

Il risultato finale è veramente sorprendente. Cosa succede in Sequel to the Prequel e Mr.No? Sonorità un po’ swing un po’ jazz che non ti potresti aspettare da nessuno che non sia un grande artista. Picture Me in a Hospital è un dono al brit-pop, pezzo meraviglioso in cui si capisce che “each man has a secret, to hide away” o magari no..

Nel complesso sembra che Peter abbia “bagnato i panni in USA” visto il sound molto più rock’n’roll che si trova in tutto il disco (ascoltare Seven Shades of Nothing per credere) e la cosa non può far altro che piacere.

Disco imprescindibile, una di quelle cose che bisogna provare per forza e lasciarsi andare senza pregiudizi per poter gustare appieno. Un po’ come i moules au gorgonzola. 

Voto 8. Bentornati.

PS: credo sia giusto puntualizzare che le cozze al gorgonzola creano dipendenza. Ecco alla fine ho usato la parola dipendenza in un post su Pete Doherty. Such a cliché…

Un pensiero su “Babyshambles – Sequel to the Prequel – 2013

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