The Smile – A Light for Attracting Attention

Francesco Amoroso per TRISTE©

Mi sono chiesto, appena ho scopeto che Thom Yorke e Jonny Greenwood avevano in cantiere un nuovo progetto,’quale fosse il motivo che li spingeva a scrivere insieme brani che non avrebbero inciso e promosso sotto l’egida dell’ormai affermatissimo marchio Radiohead.
La domanda si è fatta ancora più pressante dopo aver ascoltato i primi frutti di questa collaborazione: non sentivo da tempo canzoni del duo Yorke/Greenwood che suonassero così Radiohead come quelle uscita a nome The Smile. Eppure un motivo doveva pur esserci per una scelta che contraddiceva ogni più elementare regola del marketing, innanzitutto.

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King Hannah @Largo Venue – Roma, 9/06/2022

Francesco Amoroso per TRISTE©

L’ultimo live report presente su TRISTE© risale al dicembre del 2019: la nostra Carlotta era andata a vedere Tamino alla Santeria di Milano.
Dopo di che il silenzio. Due anni e mezzo di vuoto. Di nulla, di serate spese chiusi nelle nostre case ad ascoltare, nella migliore delle ipotesi, i dischi dei tanti artisti che avremmo voluto vedere dal vivo.
Niente più concerti e, soprattutto, la brusca interruzione di quella condivisione, di quel consentire (provare un sentimento insieme con altri, ci spiega la Treccani) che è uno degli aspetti più importanti della fruizione musicale per chi, come noi, ama la musica profondamente, forse sopra ogni altra cosa.
Piano piano, però, tra scetticismo, timore ed entusiasmo (a Barcellona, in questi giorni, per il Primavera ci sono centinaia di migliaia di persone) l’attività live sta riprendendo ovunque e, benché mi sia sempre trovato poco a mio agio con il racconto dell’esperienza live, ho sentito che scrivere anche poche parole su uno dei primi concerti che mi hanno dato la sensazione di un lento ma (spero) irreversibile ritorno alla vita, fosse la cosa giusta da fare.

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My Raining Stars – Behind Her Lovely Smile (Song Premiere)

The Band:
After last year’s debut album from his side-project Meyverlin, with Gilles Ramey and Philippe Lavergne, French indie-popper and songwriter Thierry Haliniak returns, as My Raining Stars, with a shimmering new single, Behind Her Lovely Smile, the third and last one to be taken from the forthcoming sophomore album, “89 Memories“, which will be out on June 7th, on Shelflife (US) and Discos De Kirlian (EU), recorded with the support of young Danish multi-instrumentalist Casper Blond (Ethics) on Bass, Drums and Mixer duties. 

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Butcher Boy – You Had A Kind Face

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ho grande timore a scrivere di questa raccolta.
E’ non è solo perché si tratta di un album che ricapitola la storia (oso sperare ancora in fieri) di una band che ho amato moltissimo (forse una di quelle che più ho amato nel decennio che si è da poco concluso), ma anche perché l’uscita è accompagnata dalle note di copertina scritte da John Niven, autore di grande successo e fan di lunga data della formazione di Glasgow, il quale accompagna le canzoni con i suoi ricordi d’infanzia, che hanno come scenario le stesse strade di Irvine dove il leader della band John Blain Hunt ha trascorso i suoi anni formativi.
E le sue note sono perfette, meravigliosamente evocative, struggenti, vivide. Esattamente come la musica dei Butcher Boy.

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Horsegirl – Versions of Modern Performance

Francesco Amoroso per TRISTE©

Quando ascolto band composte da giovanissimi che hanno come riferimento sonorità di epoche precedenti alla loro nascita, rimango sempre un po’ spiazzato.
Eppure non è una cosa così inusuale. Nella seconda parte degli anni ottanta, per esempio, i ventenni che si affacciavano sui palcoscenici di tutto il mondo avevano spesso come riferimento e ispirazione i suoni di venti anni prima e, allo stesso modo, non è infrequente – anzi negli ultimi tempi è diventato quasi scontato- che, impugnando una chitarra, il riferimento immediato sia il post-punk dei primi anni ottanta. Eppure sono passati quaranta anni e questi musicisti non erano neanche nati quando i Fall, i Wire, i Cure o i Joy Division erano all’apice delle loro carriere.
Evidentemente le cose vanno così e al fatto che i ventenni -alcuni ventenni, quelli, dal mio punto di vista, più accorti e talentuosi- abbiano molti dei miei stessi punti di riferimento, devo farci l’abitudine. Non so se questo mi faccia sentire un vecchio rimbambito che tenta di tenersi al passo con le mode, un nostalgico, cui il tempo, pian piano, sta dando ragione, oppure un supergiovane (® e™) che si aggira orgoglioso e a testa alta (ma un po’ ridicolmente) in un mare di ragazzi che potrebbero essere suoi figli. Ma, in fondo, questo conta poco.

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