Alt-j + Wolf Alice @Forum di Assago, Milano 14/02/2015

Roma e Milano, Milano e Roma. Si sa, c’è un po’ di tensione campanilistica tra queste due città. Modi diversi di approcciare la vita, città tra loro molto diverse per architettura, storia e clima. Tutto questo genera da sempre una competizione per una qualche sorta di primato non ben identificato.

Io vivo a Roma, ma lo scorso week-end l’ho passato a Milano. Cosa posso aggiungere a questa disputa? Che io sono Toscano e quindi “m’importa una sega”.

Alt-J_Milano
Ero a Milano, sì, ovviamente (non ovviamente, ma ovviamente perchè ve ne parlo) per vedere un concerto, il cui biglietto avevo preso tanti mesi fa. Così tanti che quasi mi ero scordato del concerto. Ma averlo preso così in anticipo è stata una buona mossa, perché il live era andato sold out dopo poco tempo nella sua originaria location (l’Alcatraz) e poi anche nella nuova, più grande (molto più grande): il forum di Assago.

A riempire questo spazio enorme sono (anche con una certa sorpresa da parte mia) gli Alt-j, band inglese che negli ultimi tempi sta vedendo sempre di più salire le proprie quotazioni (quantomeno al botteghino). Sì, perché un po’ più controverso è invece il discorso legato alla critica.

Se da un lato cresce palesemente il “bacino d’utenza” della band, con tanti giovanissimi al concerto e molte persone che, così ad giudizio un po’ semplicistico, non sembrano avvezze normalmente a questo tipo di musica, dall’altro (come spesso accade) il gruppo inglese sempre di più trova l’opposizione di “certi addetti ai lavori”, che bollano come operazione commerciale priva di grossi contenuti la produzione della band.

C’è da dire che questa non è la solita operazione tanto noiosa del “preferivo i loro primi dischi”. In questo caso, effettivamente, molti si erano scagliati feroci già contro il primo disco della band. Ma se il secondo e più recente album degli Alt-j (This Is All Yours) è oggettivamente di minore impatto (a causa forse delle grosse aspettative in chi ascolta e, probabilmente, di una minore ispirazione), poco si può dire di fronte al primo incredibile disco (An Awsome Wave). A prescindere dai gusti personali, mi sembra davvero ridicolo non riconoscere in quell’album un capolavoro di sintesi tra generi ed innovazione.

Forse che nei molti giudizi negativi degli indie-snob (di cui probabilmente in qualche caso facciamo parte anche noi ma, giuriamo, senza volerlo e di cui eventualmente ce ne scusiamo) abbia influito la stroncatura totale di quelli immotivatamente arroganti (nel senso che se avessero lo spessore farebbero bene ad esserlo) di Pitchfork? Probabilmente sì, perché The Awsome Wave è un disco davvero troppo ben fatto per poter ricevere tale inutile mazzata (unica critica sensata è, effettivamente, quella sulle liriche, benché si siano ignorati riferimenti interessanti come quelli a Robert Capa, Sergio Leone e Hubert Selby, quest’ultimo proprio nella tanto criticata Fitzpleasure, che in altri avrebbero fatto gridare, altrettanto ingiustamente, al nobel per la letteratura).

E se Pitchfork è sicuramente il miglior sito di raccolta e catalogazione della musica che piace a noi, altrettanto vero è che nei suoi giudizi risulta estremamente prevedibile e forzatamente snob. Il problema è che (grazie ad una credibilità che, gli va riconosciuto, si è creato negli anni) in questo modo riesce a modificare il giudizio della gente, spesso ancor prima di un vero ascolto degli album. Se poi tale atteggiamento è affiancato all’altrettanto insopportabile ultima moda (fintamente non snob) di sdoganare zozzerie pop che la maggior parte di noi non avrebbe mai ascoltato nemmeno con le orecchie degli altri, beh il tutto spiega a mio avviso molto bene il quadro della attuale fruizione musicale in ambito “alternativo” e il perché un bellissimo disco come il primo degli Alt-j possa essere stato respinto da una certa parte di pubblico.

Detto tutto questo (e mi scuso per l’eccessiva lunghezza di questo post, ma sentivo il bisogno di mettere alcuni paletti a certe discussioni), poi, le chiacchere stanno a zero. Perché chiunque abbia visto la band inglese in azione dal vivo lo scorso sabato a Milano (o nei loro concerti del tour precedente) non può che riconoscere la loro capacità di mettere in piedi uno spettacolo perfetto e coinvolgente.

Piccola parentesi per l’apertura di una band cara a noi di TRISTE© che purtroppo conferma il sentore degli ultimi mesi: i Wolf Alice suonano per una mezzoretta prima del main act, mostrando come negli ultimi tempi il gruppo abbia deciso di virare dalle atmosfere che ci avevano fatto innamorare di loro, per spostarsi su sonorità più rock che, a prescindere dai gusti personali, risultano meno convincenti e sicuramente più scontate. Peccato perché le potenzialità ci sono tutte.

Dopo i Wolf Alice è il turno degli Alt-j, che dopo Hunger of the Pine iniziano in quarta sparando alcuni dei “singoloni” del primo disco: le note di Fitzpleasure e Something Good risuonano nell’arena e la band si assicura già il suo pubblico. Giocano facile così, e anche in questo caso mostrano di saper azzeccare le “scelte commerciali”, ma se il contenuto è poi di questo livello non credo ci si possa lamentare.

Sì, perché la band inglese mette insieme un live impeccabile, dosando abilmente i pezzi nuovi (per certi versi più introspettivi e meno “catchy”, fatta forse eccezione per il singolo-mtv-syle, Left Hand Free, ugualmente interessante anche grazie al suo sostrato di riffettini quasi blues) con i successi del disco precedente, coinvolgendo in modo continuo con tanta energia (guidata da una batteria sempre impeccabile) e con momenti più eterei, culminati con lo splendido spettacolo del forum pieno di accendini accesi su quello che è il mio pezzo preferito del nuovo disco, Warm Foothills.

Un concerto perfetto che si chiude prevedibilissimamente con Breezblocks: ma perché avrebbe dovuto finire diversamente?

La cosa veramente interessante è che io non sono un fan sfegatato di questa band sulla quale ho serie incognite riguardo alle future produzioni. Però proprio per questo consiglio a tutti di provare a farsi una idea propria di questo piccolo fenomeno degli ultimi anni andandoli a sentire dal vivo e provando a vedere l’effetto che fa.

Un effetto bellissimo.

P.S: hanno appena annunciato una data a Roma per l’estate….

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Un pensiero su “Alt-j + Wolf Alice @Forum di Assago, Milano 14/02/2015

  1. Pingback: The Cairo Gang + Eileen Zeller @Unplugged In Monti @Black Market – Roma, 16/02/2015 | Indie Sunset in Rome

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